Pagina 2 | Italia al Mondiale se…: cosa prevede il regolamento Fifa dopo la rinuncia dell’Iran

Dopo giorni e giorni di rumours, ecco la dichiarazione ufficiale: l’Iran non parteciperà ai Mondiali organizzati da Usa, Canada e Messico, come annunciato da Donjamali, ministro dello Sport: «Poiché il governo corrotto degli Stati Uniti ha assassinato il nostro leader Ali Hoseyni Khamanei, in nessuna circostanza abbiamo le condizioni per partecipare». Una reazione più che prevedibile visto che una delle nazioni organizzatrici del Mondiale 2026 saranno proprio gli Stati Uniti, Paese che, insieme a Israele, da quasi due settimane bombarda, fuori da ogni legge che regola il diritto internazionale, l’Iran e che non solo ha ucciso la guida spirituale del Paese ma ha anche tolto la vita a moltissimi civili, tra cui oltre 150 bambine. «A causa delle azioni ostili contro l’Iran ci sono state imposte due guerre negli ultimi mesi e migliaia dei nostri cittadini sono stati uccisi», ha spiegato il ministro. Non è chiaro se le dichiarazioni rappresentino una decisione definitiva, ma con il passar delle ore tutto lascia presagire che possa essere così.

Cosa prevede l'articolo 6.7

Non è da escludere, che, in caso di forfait iraniano, venga ripescata l’Italia: il regolamento Fifa prevede infatti un ampio potere discrezionale da parte della federazione internazionale. L’articolo 6.7 stabilisce infatti che «se una federazione membro partecipante si ritira e/o viene esclusa, la Fifa deciderà sulla questione a propria esclusiva discrezione e adotterà qualsiasi misura ritenuta necessaria. La Fifa potrà decidere di sostituire la federazione partecipante in questione con un’altra associazione». Se non venisse scelta al posto dell’Iran un’altra Nazionale asiatica (nello specifico l’Iraq, che dovrà giocare gli spareggi), ma si decidesse di ripescare la squadra con il miglior ranking Fifa, al Mondiale ci andrebbero gli azzurri, tredicesimi, visto che le altre 12 nazionali che li precedono sono tutte qualificate.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Mondiali 2026

Un Mondiale "boicottato"

Quello che inizierà a giugno sarà comunque un Mondiale “azzoppato” dal boicottaggio: un trionfo per il presidente Fifa Infantino, quello che a inizio dicembre 2025 omaggiava il presidente degli Stati Uniti Trump con il “Fifa peace prize – Football Unites the World”, un premio per la pace attribuito a chi ha bombardato 7 nazioni in 13 mesi: tanto illogico e paradossale da far rimpiangere i tempi bui degli scandali targati Blatter. Va ricordato inoltre che lo stesso Infantino era presente al “Board Of Peace” di Trump, ossia il piano israelostatunitense per la ricostruzione della striscia di Gaza, un progetto totalmente neocolonialistico che non tiene minimamente in considerazione il destino del popolo di Palestina. Al Mondiale di calcio non si assisteva a un boicottaggio da 60 anni, ossia dall’edizone inglese del 1966 (non parteciparono alle qualificazioni 17 Paesi africani) e da quella del 1974 in Germania Ovest (quando l’Unione Sovietica si rifiutò di disputare lo spareggio in Cile dopo l’assassinio del presidente eletto Allende e il golpe di Pinochet e dei militari). Non c’è che dire: sicuramente un grande colpo del governo del calcio internazionale. Comunque vada, da giugno, sarà un successo...

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Un Mondiale "boicottato"

Quello che inizierà a giugno sarà comunque un Mondiale “azzoppato” dal boicottaggio: un trionfo per il presidente Fifa Infantino, quello che a inizio dicembre 2025 omaggiava il presidente degli Stati Uniti Trump con il “Fifa peace prize – Football Unites the World”, un premio per la pace attribuito a chi ha bombardato 7 nazioni in 13 mesi: tanto illogico e paradossale da far rimpiangere i tempi bui degli scandali targati Blatter. Va ricordato inoltre che lo stesso Infantino era presente al “Board Of Peace” di Trump, ossia il piano israelostatunitense per la ricostruzione della striscia di Gaza, un progetto totalmente neocolonialistico che non tiene minimamente in considerazione il destino del popolo di Palestina. Al Mondiale di calcio non si assisteva a un boicottaggio da 60 anni, ossia dall’edizone inglese del 1966 (non parteciparono alle qualificazioni 17 Paesi africani) e da quella del 1974 in Germania Ovest (quando l’Unione Sovietica si rifiutò di disputare lo spareggio in Cile dopo l’assassinio del presidente eletto Allende e il golpe di Pinochet e dei militari). Non c’è che dire: sicuramente un grande colpo del governo del calcio internazionale. Comunque vada, da giugno, sarà un successo...

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