Un Mondiale "boicottato"
Quello che inizierà a giugno sarà comunque un Mondiale “azzoppato” dal boicottaggio: un trionfo per il presidente Fifa Infantino, quello che a inizio dicembre 2025 omaggiava il presidente degli Stati Uniti Trump con il “Fifa peace prize – Football Unites the World”, un premio per la pace attribuito a chi ha bombardato 7 nazioni in 13 mesi: tanto illogico e paradossale da far rimpiangere i tempi bui degli scandali targati Blatter. Va ricordato inoltre che lo stesso Infantino era presente al “Board Of Peace” di Trump, ossia il piano israelostatunitense per la ricostruzione della striscia di Gaza, un progetto totalmente neocolonialistico che non tiene minimamente in considerazione il destino del popolo di Palestina. Al Mondiale di calcio non si assisteva a un boicottaggio da 60 anni, ossia dall’edizone inglese del 1966 (non parteciparono alle qualificazioni 17 Paesi africani) e da quella del 1974 in Germania Ovest (quando l’Unione Sovietica si rifiutò di disputare lo spareggio in Cile dopo l’assassinio del presidente eletto Allende e il golpe di Pinochet e dei militari). Non c’è che dire: sicuramente un grande colpo del governo del calcio internazionale. Comunque vada, da giugno, sarà un successo...
