Barbarez, il ct della Bosnia che sogna l’impresa con l’Italia e il Mondiale 2026: è un pro del poker!

Il risultato che lo inorgoglisce di più è un 19° posto al WSOP di Las Vegas nel 2015: gli iscritti erano 3.000! Nel 2001 è stato anche capocannoniere della Bundesliga, guida la nazionale dal 2024: nel suo staff Bajramovic, Spahic e Hrgovic

Quando l’attuale ct bosniaco Sergej Barbarez segnava a raffica in Bundesliga, venne contattato dall’allora ct tedesco Vogts che lo voleva convocare nella Germania e poi dall’istrionico Ćiro Blažević che gli aveva proposto di giocare per la Croazia. Ma lui ha sempre rifiutato perché la sua unica maglia nazionale da indossare era quella dell’adorata Bosnia Erzegovina. Nato nel 1971 a Mostar da padre serbo-ortodosso e da madre croata-cattolica, si fece le ossa nel Velež. A 19 anni si recò dallo zio ad Hannover per le vacanze natalizie. Nel frattempo scoppiò la guerra nell’ex Jugoslavia e così lo zio riuscì a fissargli un provino (superato) con l’Hannover onde evitargli il rientro a Mostar e gli orrori del conflitto fratricida. Nel 2001, prima stagione ad Amburgo, ha vinto la classifica cannonieri in Bundesliga con 22 reti. È stato capitano e leader della Bosnia (47 presenze, 17 gol). Uno degli idoli nazionali insieme ai tre grandi Safet Sušić, Dušan Bajević e Vahid Halilhodžić.

La Nazionale e lo staff

Dopo il ritiro dall’attività agonistica nel 2008, Barbarez non ha mai intrapreso la carriera di allenatore. Ma nell’aprile 2024 è stato nominato ct della Nazionale per la quale ha firmato sino al 31 marzo 2028, 2 mesi prima dell’inizio degli Europei in Gran Bretagna. Si è circondato di famosi ex giocatori bosniaci come il direttore tecnico Emir Spahić (ex difensore di Siviglia, Leverkusen, Amburgo), il primo assistente Zlatan Bajramović (ex Schalke ed Eintracht) e l’incaricato della fase difensiva Mirko Hrgović (ex Hajduk, Gamba Osaka, Wolfsburg, Dinamo Zagabria). Ha riportato il “culto” della Nazionale che s’era smarrito. Dopo il successo sul Galles ha cantato con i giocatori negli spogliatoi un brano romantico di Halid Bešlić (un cantante bosniaco, molto popolare nell’ex Jugoslavia, morto l’anno scorso) intitolato “Il profumo dei gigli”, fiore-simbolo della nazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Mondiali 2026

Passione poker

Barbarez ha l’hobby del poker. È un giocatore professionista che, prima d’essere ingaggiato dalla Bosnia, ha partecipato a diversi World Tour ottenendo piazzamenti (e vincite) di prestigio: 3° a Barcellona, 5° a Rozvadov (Repubblica Ceca), poi un 7°, un 8°, un 11° posto, ecc. Ma il risultato che lo inorgoglisce di più è un 19° posto al WSOP di Las Vegas nel 2015: gli iscritti erano 3.000... Gioca spesso indossando un paio di occhiali a specchio color verde fluo per confondere gli avversari. Sostiene che le mosse e le strategie del poker hanno attinenza con le tattiche calcistiche. Sul match di martedì ha puntualizzato: «Abbiamo un appuntamento con la storia. Dopo aver superato l’ostacolo di Cardiff, l’atmosfera che circonda la Nazionale è elettrizzante, mi ricorda l’euforia che ha preceduto il Mondiale in Brasile».

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Quando l’attuale ct bosniaco Sergej Barbarez segnava a raffica in Bundesliga, venne contattato dall’allora ct tedesco Vogts che lo voleva convocare nella Germania e poi dall’istrionico Ćiro Blažević che gli aveva proposto di giocare per la Croazia. Ma lui ha sempre rifiutato perché la sua unica maglia nazionale da indossare era quella dell’adorata Bosnia Erzegovina. Nato nel 1971 a Mostar da padre serbo-ortodosso e da madre croata-cattolica, si fece le ossa nel Velež. A 19 anni si recò dallo zio ad Hannover per le vacanze natalizie. Nel frattempo scoppiò la guerra nell’ex Jugoslavia e così lo zio riuscì a fissargli un provino (superato) con l’Hannover onde evitargli il rientro a Mostar e gli orrori del conflitto fratricida. Nel 2001, prima stagione ad Amburgo, ha vinto la classifica cannonieri in Bundesliga con 22 reti. È stato capitano e leader della Bosnia (47 presenze, 17 gol). Uno degli idoli nazionali insieme ai tre grandi Safet Sušić, Dušan Bajević e Vahid Halilhodžić.

La Nazionale e lo staff

Dopo il ritiro dall’attività agonistica nel 2008, Barbarez non ha mai intrapreso la carriera di allenatore. Ma nell’aprile 2024 è stato nominato ct della Nazionale per la quale ha firmato sino al 31 marzo 2028, 2 mesi prima dell’inizio degli Europei in Gran Bretagna. Si è circondato di famosi ex giocatori bosniaci come il direttore tecnico Emir Spahić (ex difensore di Siviglia, Leverkusen, Amburgo), il primo assistente Zlatan Bajramović (ex Schalke ed Eintracht) e l’incaricato della fase difensiva Mirko Hrgović (ex Hajduk, Gamba Osaka, Wolfsburg, Dinamo Zagabria). Ha riportato il “culto” della Nazionale che s’era smarrito. Dopo il successo sul Galles ha cantato con i giocatori negli spogliatoi un brano romantico di Halid Bešlić (un cantante bosniaco, molto popolare nell’ex Jugoslavia, morto l’anno scorso) intitolato “Il profumo dei gigli”, fiore-simbolo della nazione.

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