© EPA"C'è mai stata la possibilità che l'Italia venisse ripescata? Sinceramente, mai". Così il presidente della Fifa Gianni Infantino in una intervista rilasciata a "Undici" in vista dell'inizio dei Mondiali 2026 tra Stati Uniti, Canada e Messico, che inizierà questa sera. La stessa cosa ha ribadito il ministro dello sport Andrea Abodi, intervenuto durante la presentazione dei risultati del progetto "Rete Futuro" a Roma. Il numero uno della federazione internazionale che governa il calcio non si è limitato solamente a parlare della nostra Nazionale - uscita ai calci di rigore nell'ultimo turno dei playoff per la qualificazione contro la Bosnia -, ma ha anche illustrato alcune delle novità che riguarderanno i calciatori partecipanti alla Coppa del Mondo e l'impiego che verrà fatto della tecnologia durante la competizione.
Abodi: "Italia non ripescata? L'ho detto dal primo momento"
A seguito delle dichiarazioni del presidente della Fifa Gianni Infantino, che ha annunciato come i sogni di ripescaggio dell'Italia per questi Mondiali sia sempre stato solamente un'utopia, Andrea Abodi ha sostanzialmente confermato quanto detto. "Infantino ha detto non c'è mai stata la possibilità che l'Italia potesse venire ripescata? Ha detto in modo differente quello che io ho detto dal primo momento. Il fatto che lo abbia detto diciamo non aggiunge sostanzialmente nulla rispetto al nostro pensiero. Il nostro orizzonte ormai è il 2030". D'altronde le ipotesi erano quantomai inverosimili, principalmente si puntava a una mancata partecipazione dell'Iran, che però ha ottenuto i tanti agognati visti per volare negli Stati Uniti recandosi ad Ankara.
Infantino e le novità di questo Mondiale
Il discorso si è poi allargato a tutta la competizione e Infantino ha presentato alcune delle novità che vedremo in questa Coppa del Mondo. "Cosa vedremo di nuovo? Tutti i calciatori, quando arriveranno nei rispettivi ritiri, verranno scannerizzati dalla testa ai piedi, per rendere ancora migliori i controlli, ad esempio, su un eventuale fuorigioco. La proiezione del loro corpo nelle elaborazioni grafiche sarà tarata sulle dimensioni e le forme reali. Così, il margine di errore si assottiglierà ulteriormente - ha proseguito - ma non arbitrerà la tecnologia: la partita la dirigono gli arbitri, solo che avranno un supporto tecnologico al passo coi tempi". E sull'uso della tecnologia, Infantino si reputa assolutamente a favore: "Lo penso da quando a Bari, il primo settembre 2016, si giocò l'amichevole tra Italia e Francia. Allo stadio San Nicola, dentro un van parcheggiato all'esterno, io e Pierluigi Collina stavamo vivendo il primo test ufficiale offline della storia del Var in una partita internazionale, in una sala Var improvvisata, a quattro ruote. È partito tutto da lì".
Ai Mondiali non si vedrà razzismo
Se ci ha illustrato cosa si vedrà di nuovo in questa Coppa del Mondo, Infantino ha anche fatto presente cosa si augura mancherà. "Cosa non vedremo ai Mondiali? Il razzismo. Su questo siamo molto attenti, direi che io lo sono in forma quasi maniacale. E se in qualche modo qualcuno dovesse macchiarsi di gesti o di atti razzisti, noi saremo durissimi, irremovibili nelle nostre decisioni. Per esempio, il gesto di nascondere la bocca mentre si discute animatamente con un avversario, sarà punito con il cartellino rosso: se non hai niente da nascondere, semplicemente non lo fai. La lotta al razzismo è, da sempre, una mia e nostra priorità. Il razzismo è un mostro", ha aggiunto il presidente della Fifa che sul Mondiale a 48 squadre ha spiegato: "Perché il calcio è democratico, ed è giusto che il sogno non coinvolga solo le solite squadre. Capo Verde, Curaçao, Giordania e Uzbekistan, le quattro Nazionali debuttanti, hanno conquistato sul campo il diritto di esserci, di essere felici".
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