E venne finalmente il giorno dei Mondiali. Oggi si parte. Una rassegna mastodontica, fantasmagorica, da spettacolo. La prima della storia allargata a 48 squadre. Tutte le grandi Nazionali saranno presenti, eccetto la sempre più piccola Italia che a fine marzo in Bosnia ha fallito ignominiosamente la qualificazione per la terza volta di fila. Prima assoluta di una Coppa del Mondo in tre Stati diversi dove si parlano tre lingue differenti (inglese, spagnolo, francese), dove le distanze sono spaventose (circa 4.800 chilometri da Città del Messico a Vancouver: 5 ore e 45 minuti di volo diretto oppure oltre due giorni d’auto... ) e i fusi orari variano di tre ore dalla Costa Atlantica a quella Pacifica. Sarà la 23ª rassegna “iridata” a partire dal 1930 in Uruguay. Fra 4 anni si celebrerà il primo centenario con match in tre Continenti diversi: Europa, Africa e Sud America cioè Spagna, Portogallo, Marocco più Argentina, Paraguay e Uruguay in cui si disputeranno i tre incontri inaugurali. Chi vincerà questo Mondiale 2026? Cominciamo con una doverosa premessa. La squadra che alza la Coppa del Mondo fa parte di una cerchia ristretta, esclusiva ed elitaria. L’oligarchia e insieme l’aristocrazia del calcio. Lo narra la storia. Nelle 22 edizioni precedenti, cioè da 96 anni a oggi, ci sono stati appena 8 vincitori diversi: 5 volte il Brasile, 4 Germania e Italia, 3 Argentina, 2 Francia e Uruguay, 1 Inghilterra e Spagna (volendo per gioco fare una media, il risultato sarebbe 2,75 successi a testa). L’Olanda ci ha provato tre volte (finalista nel ’74 con Cruijff, nel ’78 senza Cruijff, nel 2010 con Robben) ma è sempre uscita sconfitta, nelle ultime due occasioni ai supplementari.
Francia davanti a tutti
La Croazia ha sognato nel 2018, però è caduta in finale. La Spagna ha conquistato la corona per la prima volta 16 anni fa, la Francia per la prima volta 28 anni fa. L’Inghilterra non vince (né va in finale) da 60 anni. Nessuna squadra africana è mai arrivata all’ultimo atto, il Marocco per la prima volta nel 2022 a Doha si qualificò per la semifinale poi persa con la Francia. Detto di Olanda e Croazia, per trovare una finalista diversa dalle solite note bisogna risalire a 64 anni fa quando nel 1962 la Cecoslovacchia (allora unita) venne battuta 3-1 dal Brasile in Cile. Ecco perché sarà tremendamente difficile anche quest’anno spezzare una traditione consolidata cioè entrare nel circolo delle magnifiche 8.
E torniamo alla fatidica domanda: chi vincerà i Mondiali 2026? Ci sbilanciamo e diciamo Francia. Perché i nostri “cugini” d’Oltralpe continuano a essere la Nazionale con l’organico più profondo, più ricco di assi e anche più multietnico. Hanno trionfato nel 2018 in Russia e sfiorato il bis in Qatar (sconfitti ai rigori dall’Argentina), perché hanno almeno 4 “moschettieri” candidati al Pallone d’Oro: il detentore Dembélé, il numero 1 Mbappé (il fuoriclasse del Real Madrid in questa stagione ha segnato 42 gol e fornito 7 assist in 44 partite onnicomprensive), il rampante Olise (super tripletta lunedì nel test di Lilla contro l’Irlanda del Nord) e il Golden Boy Doué.
