È il Brasile di Neymar anche se non gioca

Col Marocco non ci sarà, ma è lui il centro dell’attenzione. Ancelotti lo ha voluto e ha già ottenuto un risultato: meno pressione per Vinicius e gli altri

Il Brasile si sta avvicinando al suo duro esordio Mondiale percorrendo due binari che prima o poi sono destinati a diventare uno. Da una parte, c'è Carlo Ancelotti, l'allenatore più vincente della storia recente del calcio europeo, chiamato a riportare la Seleção sul tetto del mondo per la prima volta dopo 24 anni. Dall'altra, Neymar, il simbolo di un'intera generazione, alle prese con quello che lui stesso ha definito il suo "Last Dance". Un ultimo ballo con la maglia verdeoro che non comincerà, tuttavia, contro il Marocco in quella che potrebbe essere la partita più affascinante e importante dell'intera fase a gironi. Non solo perché mette di fronte due nazionali che occupano stabilmente la top ten del ranking Fifa, ma anche perché rappresenta il primo vero esame per capire quanto sia realmente forte la nuova Seleção di Carletto. Il commissario tecnico emiliano sta vivendo questo Mondiale con l'entusiasmo di chi affronta, per la prima volta, una Coppa del Mondo da protagonista assoluto in panchina e lo fa pochi giorni dopo aver celebrato, con il tradizionale pasillo tra i suoi ragazzi, il suo sessantasettesimo compleanno tra applausi, battute e sorrisi che raccontano di un gruppo compatto e pienamente coinvolto nel progetto del nuovo ct.

Il ruolo di Neymar

Eppure attorno alla sua Seleção continuano a esserci dubbi. Hanno fatto discutere, per esempio, le recenti parole di Michael Olise, che interrogato sul Brasile aveva liquidato l’argomento senza particolare entusiasmo. Una risposta che non è piaciuta allo spogliatoio verdeoro. A prendere posizione è stato Bruno Guimarães che ha ricordato come « nessun altro abbia cinque stelle sul petto » e la sensazione è che il Brasile utilizzerà questo scetticismo come carburante. In questo contesto si inserisce la figura di Neymar. La sua presenza continua a dominare la narrazione della nazionale brasiliana al Mondiale. Sebbene il fuoriclasse della canarinha continui a lavorare a parte, Ancelotti continua a credere in lui. In inverno, per motivarlo al massimo, aveva assicurato che lo avrebbe convocato soltanto se fosse stato al cento per cento. Ebbene, nonostante il recente infortunio, Carletto lo ha fortemente voluto nel suo gruppo. Il ct è convinto che il suo peso all’interno dello spogliatoio vada ben oltre il contributo tecnico. In fondo è proprio questo il paradosso di Neymar, che non gioca con il Brasile dal grave infortunio al ginocchio del 2023 e ciononostante la sua sola presenza ha alleggerito la pressione che gravava sulle spalle di Vinicius, Raphinha e degli altri leader offensivi della squadra. E così, mentre Ancelotti prepara la formazione per l’esordio e sogna di riportare il Brasile sul trono del calcio mondiale, Neymar continua la sua corsa contro il tempo. Due storie parallele, con un obiettivo comune: “O hexa”, il sesto titolo mondiale.

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