© APSL'Iran ha esordito ai Mondiali con un pareggio per 2-2 contro la Nuova Zelanda, ma il risultato sportivo è passato in secondo piano rispetto alle difficoltà affrontate dalla nazionale nelle ultime settimane. Tra problemi organizzativi, trasferimenti improvvisati e restrizioni legate al contesto geopolitico internazionale, la selezione asiatica ha vissuto una preparazione particolarmente complessa. Le tensioni derivanti dalla guerra che coinvolge Stati Uniti e Iran hanno infatti avuto ripercussioni dirette sulla partecipazione della squadra al torneo. Giocatori e staff hanno denunciato una situazione complicata, caratterizzata da continui cambi di programma e da una gestione ritenuta insufficiente. Le critiche sono state rivolte anche alla Fifa, accusata di non aver fornito un adeguato supporto alla delegazione iraniana.
Ghalenoei denuncia il trattamento riservato all'Iran
Al termine della sfida inaugurale disputata a Los Angeles, il commissario tecnico Amir Ghalenoei ha espresso tutto il proprio malcontento per le condizioni in cui la squadra è stata costretta a preparare il Mondiale. "Siamo la squadra più maltrattata di tutti i Mondiali", ha dichiarato l'allenatore durante la conferenza stampa post-partita. Dopo mesi segnati dall'incertezza sulla partecipazione al torneo, l'Iran è riuscito a prendere parte alla competizione, ma ha dovuto modificare all'ultimo momento il proprio piano logistico. Il ritiro previsto in Arizona è stato infatti cancellato e trasferito in Messico. A complicare ulteriormente la situazione è arrivato il mancato rilascio dei visti da parte delle autorità statunitensi a circa quindici membri della delegazione. Una serie di ostacoli che, secondo il ct, hanno condizionato il lavoro della squadra.
Le critiche di Taremi e l'incontro con Infantino
Anche Mehdi Taremi ha raccontato i disagi vissuti dal gruppo durante il torneo. L'attaccante ha spiegato che la squadra è stata costretta a raggiungere Tijuana, in Messico, per poi fare ritorno a Los Angeles in vista della sfida contro il Belgio. "È una situazione molto stressante per i giocatori, abbiamo poco supporto, penso che la Fifa avrebbe potuto fare di meglio", ha affermato. Il centravanti ha poi aggiunto che "uno dei nostri analisti dovrebbe venire a occuparsi dei rapporti con i media, tutta questa storia è un disastro", pur precisando di non voler cercare alibi per il risultato ottenuto. "Siamo stanchi di questa situazione, abbiamo avuto molti problemi negli ultimi mesi, vogliamo solo pace e gioia, non sono forse questi gli slogan della Fifa?", ha proseguito. Taremi ha inoltre rivelato la visita del presidente della Fifa Gianni Infantino negli spogliatoi della nazionale iraniana. "Gli sono state chieste le stesse cose. Vuole aiutare, ma ci sono altri problemi", ha spiegato il giocatore. Infine, ha ringraziato il pubblico di Los Angeles per il sostegno ricevuto, nonostante una parte della comunità iraniana locale continui a manifestare la propria opposizione nei confronti della Repubblica Islamica.