© ANSA/LaPresse/Getty ImagesCi sono talenti che bussano alla porta del calcio. E poi ci sono quelli che la sfondano. Lamine Yamal appartiene alla seconda categoria. A soli 18 anni e 343 giorni, il gioiello della Spagna ha impiegato appena dieci minuti nella sua prima partita da titolare a un Mondiale per lasciare il segno, incidendo il proprio nome in una delle pagine più prestigiose del calcio internazionale. I numeri, da soli, raccontano già molto. Ma è il loro peso specifico a renderli straordinari. Perché quando un ragazzo di appena diciotto anni si ritrova a condividere statistiche con Pelé e Messi, significa che non sta semplicemente vivendo un momento speciale: sta entrando in una dimensione diversa, quella riservata ai predestinati. E con Leo sembra legato da un clamoroso destino.
Quattordici giorni che separano Yamal da Messi
Le carriere dei fenomeni spesso si incrociano nei dettagli. A volte basta una manciata di giorni per costruire un simbolo. Messi segnò il suo primo gol ai Mondiali a 18 anni e 357 giorni. Lamine Yamal lo ha fatto a 18 anni e 343 giorni. Soltanto quattordici giorni di differenza. Una distanza minima sul calendario, enorme nell'immaginario collettivo. Perché il paragone con l'argentino accompagna Yamal praticamente da quando ha messo piede in prima squadra con il Barcellona.

Stessa maglia (la 19 con cui Leo ha realizzato la sua rete nel 2006, quando l'Italia festeggiava invece di guardare dal divano), stesso piede mancino capace di accarezzare il pallone come fosse un oggetto da modellare, stessa naturalezza nel trasformare una giocata impossibile in qualcosa di normale. A diciotto anni il fuoriclasse dell'Inter Miami stava iniziando a scrivere la sua storia mondiale. Yamal, alla stessa età, è già seduto allo stesso tavolo. E non solo davanti alla Pulce. Lo spagnolo è arrivato al primo gol mondiale anche prima di Mbappé, che trovò la sua prima rete nella competizione a 19 anni e 183 giorni.