In Brasile ci sono tradizioni che mettono tutto in secondo piano: il carnevale, la samba e l'amore per Neymar. La convocazione al Mondiale della leggenda ha fatto esplodere i di gioia tutti i tifosi e le persone presenti in conferenza stampa al momento dell'annuncio del ct Ancelotti. Un'esplosione che ha messo in chiaro le cose: O'Ney è qualcosa di sacro. Il commissario tecnico però ha valuto mettere in chiaro le cose, anche perché la chiamata dell'attaccante del Santos ha portato all'esclusioni di altri giocatori di livello, come Joao Pedro del Chelsea. Carletto però ha voluto mettere in riga subito la sua stella: "Avrà gli stessi obblighi degli altri".
Ancelotti e la convocazione di Neymar
Neymar al momento delle convocazioni era il più atteso. Quasi tutti hanno esultato alla sua chiamata ma c'è stato anche qualche critico che non ha gradito la sua chiamata, sostenendo che è stata dettata più dal "volere popolare" che da una semplice scelta tecnica. Ancelotti sa che se ne sarebbe parlato comunque e forse ancor di più se lo avesse lasciato a casa, ma ha spiegato la sua convocazione: "Abbiamo valutato Neymar durante tutta la stagione. In quest'ultimo periodo ha giocato, migliorando la sua condizione fisica. Lui è un giocatore importante e sarà importante al Mondiale". Poi il ct ha subito voluto chiarire che con lui il nome che si porta dietro la maglia non conta: "Neymar ha e avrà gli stessi obblighi di tutti gli altri 25 giocatori: ha la possibilità di giocare, di non giocare, di stare in panchina, di subentrare... la stessa responsabilità degli altri. Lui è un giocatore esperto. In alcuni ruoli, come in attacco e in porta, abbiamo dato priorità all'esperienza".

Poi Ancelotti ha aggiunto: "È stato difficilissimo scegliere questi 26 giocatori perché la concorrenza in questo Paese è altissima. Voglio ringraziare tutti perché hanno fatto un lavoro e uno sforzo fantastico per rientrare in questa lista. È un elenco di convocati in grado di esprimere un calcio di qualità, con uno spirito collettivo straordinario, attitudine, concentrazione e disciplina. Non è la lista perfetta, ne sono certo, ma la squadra che vincerà la Coppa del Mondo non sarà una squadra perfetta; la squadra perfetta non esiste. Vogliamo essere la squadra più resiliente del mondo per provare a vincere il Mondiale. Non ho paura di dire che possiamo vincere il Mondiale. C'è un'aspettativa molto alta e questo ti dà maggiore motivazione, un aspetto importante per la preparazione".