Il suo nome era stato accolto come una promessa di riscatto, un segnale di continuità tra passato e presente per una Seleção che al Mondiale 2026 punta senza mezzi termini al titolo. Oggi, però, attorno a Neymar l’entusiasmo iniziale ha lasciato spazio a una crescente preoccupazione, alimentata dagli ultimi aggiornamenti sulle sue condizioni fisiche. L’attaccante è arrivato al ritiro del Brasile con un elicottero privato e si è subito sottoposto a una serie di controlli approfonditi dopo i primi segnali di problema muscolare. Un passaggio inevitabile per capire l’entità dell’infortunio e definire con precisione i tempi di recupero.
Neymar, la diagnosi e il percorso di recupero
Gli esami strumentali hanno escluso un semplice affaticamento, evidenziando invece una lesione muscolare di secondo grado al polpaccio. Una diagnosi che cambia lo scenario e impone prudenza nella gestione del rientro. Secondo quanto riportato da Marca, il recupero sarebbe stimato in due o tre settimane, ma resta l’incognita legata ai tempi effettivi di risposta del giocatore al trattamento. Il medico della Seleção, Rodrigo Lasmar, ha chiarito la situazione: "Si tratta di una lesione di secondo grado. Neymar seguirà un trattamento intensivo nei prossimi giorni con lo staff medico della nazionale, con l’obiettivo di renderlo disponibile il prima possibile". Una linea chiara: accelerare sì, ma senza forzare i tempi.
Niente amichevoli e rischio esordio
Le conseguenze dell’infortunio si riflettono inevitabilmente anche sulla programmazione della nazionale. Neymar salterà con ogni probabilità le amichevoli di preparazione e resta in forte dubbio per l’inizio del torneo. Il Brasile, inserito nel gruppo C, debutterà il 14 giugno contro il Marocco di Hakimi, per poi affrontare Haiti il 20 giugno nelle prime ore del mattino italiane. Due partite che potrebbero arrivare troppo presto per un pieno recupero del numero 10. In casa Seleção prevale la cautela, mentre lo staff medico lavora per ridurre i tempi senza compromettere la condizione del giocatore. Il Mondiale si avvicina, ma per O'Ney la vera sfida è già iniziata: quella contro il tempo. E la speranza è che Ancelotti non debba ricorrere a qualche cambio in lista.