"Innamorato del Milan", Pato si consola con Ancelotti: "Tutto quello che serviva al Brasile"

L'ex attaccante ha elogiato il ct del Brasile e ha rivelato anche un bel retroscena sul suo arrivo in rossonero
"Innamorato del Milan", Pato si consola con Ancelotti: "Tutto quello che serviva al Brasile"

L'entusiasmo in Brasile continua a crescere in vista dell'esordio mondiale contro il Marocco. La Seleção si affaccia all'appuntamento con rinnovate ambizioni e con la convinzione che l'arrivo di Carlo Ancelotti possa rappresentare la svolta attesa da anni. A confermarlo è stato anche Alexandre Pato, che ha raccontato il rapporto speciale che lo lega al tecnico italiano, indicandolo come una delle figure più importanti della propria carriera. Poi il "papero" ha svelato anche alcuni retroscena importanti sulla sua esperienza in rossonero con Carletto in panchina.

Pato e la stima per Ancelotti

Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, l'ex attaccante del Milan e della Nazionale brasiliana ha parlato con grande affetto dell'attuale commissario tecnico verdeoro, sottolineando l'impatto umano che Ancelotti ha avuto sulla sua crescita personale: "Parlare di Ancelotti mi commuove sempre, per me non è solo un mister, è come un papà. Mi ha dato uno degli insegnamenti più importante della mia vita che è il rispetto". Pato ha poi spiegato come l'arrivo dell'allenatore italiano abbia riacceso l'entusiasmo di un intero Paese, che sogna di tornare a conquistare il titolo mondiale. Poi ha aggiunto: "Lui è tutto quello che noi brasiliani aspettavamo, ci ha dato la speranza di poter vincere il Mondiale perché quando una Nazionale come la nostra ha il miglior allenatore del mondo ti aspetti di poter vincere il titolo sapendo che, ovviamente, non è facile".

 

 

Un retroscena dell'arrivo di Pato al Milan

Nel corso dell'intervista, l'ex rossonero ha anche svelato un retroscena risalente ai suoi primi giorni a Milanello. Un episodio che, a suo giudizio, racconta meglio di qualsiasi altra cosa il prestigio e l'autorevolezza di Ancelotti all'interno dello spogliatoio: "Arrivai a Milanello e Ancelotti chiese a tutti i grandi campioni di salutarmi: avevo 17 anni e mi ritrovai davanti giocatori come Maldini, Ronaldo, Gattuso, Pirlo e Cafù che mi strinsero la mano. Vidi nei loro volti il rispetto che provavano per il mister". Infine, Pato ha dedicato un pensiero anche al Milan, club nel quale è cresciuto e che continua a seguire con particolare affetto: "Spero che le cose possano sempre andare bene per loro. Non è stato così ultimamente ma si può sempre imparare dai momenti difficili e provare a fare meglio e tornare in Champions League, auguro il meglio a Ibra e a tutto il Milan".

 

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