Serie A, Napoli-Inter: lo scudetto si prende così

Il turnover del Mancio contro il monolite Sarri: che duello!
Serie A, Napoli-Inter: lo scudetto si prende così© Marco Canoniero

MILANO - Nello stadio dove, in campionato, non vince dal 18 ottobre 1997 (2-0: gol di Galante e autorete di Turrini), l’Inter gioca una partita che può essere crocevia di una stagione intera. Una sfida, quella con il Napoli, che mette di fronte due filosofie antitetiche: quella di Roberto Mancini - che finora ha cambiato tredici formazioni in tredici giornate pur in assenza di impegni nelle coppe europee («Le rose sono fatte di 23-24 giocatori e, a meno che non hai undici fenomeni, è giusto ruotarli e fare in modo che tutti siano pronti») - e quella di Maurizio Sarri che, dopo aver trovato la quadratura nel 4-3-3, ha diviso il Napoli tra titolarissimi e "resto del mondo", riservisti che peraltro non sono poi malaccio, visto lo slam di risultati in Europa League. Un Napoli che dal 23 settembre (0-0 a Modena con il Carpi mixato con l’1-0 dell’Inter al Verona) ha rimontato 7 punti agli avversari e, a corredo, ha vinto 11 partite su 12 compresi gli impegni europei. Il che rappresenta un fattore importante per sottolineare la grandiosità di quanto sta facendo una squadra che ha i numeri per diventare lo schiaccia sassi del campionato.

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PARADIGMA ROMA - Sembrava esserlo la Roma che però, quando ha incontrato l’Inter a San Siro, si è incartata. Da lì è iniziata la "Grande Crisi" di Rudy Garcia culminata con il ko interno di ieri con l’Atalanta. Quella notte, il gol partita lo segnò Gary Medel che è icona di questa Inter tutta corsa e muscoli disegnata da Mancini pensando a quanto fatto da José Mourinho nell’anno del Triplete. Paragone che non è blasfemo: nel calcio moderno, vince chi possiede in squadra attaccanti che sgobbano come muli pure in fase difensiva e il fatto che ieri il tecnico abbia citato addirittura Messi come metro di paragone, deve essere un messaggio ai naviganti per tutti gli interisti. Avvertimento peraltro quasi superfluo, dato che con il Frosinone i tre interisti che hanno percorso più chilometri sono stati Biabiany, Ljajic e Jovetic.

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