Capello: “Juve con 38 Scudetti. Cassano? Siamo arrivati alle mani perché…”

Il tecnico a 360°: gli anni bianconeri, il rapporto con Ronaldo al Real Madrid, il Milan di Berlusconi, gli episodi con Gullit e il talento barese
Capello: “Juve con 38 Scudetti. Cassano? Siamo arrivati alle mani perché…”© Aldo Liverani SAS

Una carriera ai massimi livelli, tanti gli aneddoti da raccontare ancora oggi. Fabio Capello è stato ospite d'eccezione all'inaugurazione dell'anno accademico 2023/2024 della Limec. Numerosi gli argomenti toccati, i ricordi narrati. E come sempre parecchi anche i titoli venuti fuori dall'incontro avvenuto dalla sala executive 1 di San Siro. Tra questi, il tanto dibattuto tema del numero di scudetti della Juventus: l'ex tecnico, in merito, non ha alcun dubbio.

Capello: "La Juve ha 38 scudetti!"

Queste le parole rilasciate da Capello: "La Juventus ha 38 scudetti. Abbiamo vinto sul campo, avevamo una squadra nettamente più forte delle altre: non avevamo bisogno di nessun aiuto". Un concetto che Capello aveva ribadito anche qualche tempo fa, in un'occasione speciale per il mondo bianconero. Una Juve, quella sotto la sua guida, in cui era presente anche Zlatan Ibrahimovic, che quando arrivò a Torino non era certamente il calciatore che si è visto negli anni a seguire: "Oggi il talento viene schiacciato dagli schemi. Non si osserva niente: la cosa difficile è correggere gli errori, gli schemi sono facili. Ho preso Ibrahimovic alla Juventus che non sapeva calciare e colpire di testa, sappiamo tutti poi cosa è diventato. Van Basten aveva un problema nella rincorsa quando calciava le punizioni, intervenni e la partita dopo segnò su punizione". E a proposito di calciatori, non con tutti Capello ha avuto un rapporto idilliaco...

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Capello: "Mani addosso con Gullit e Cassano"

Difficili le relazioni con alcuni giocatori gestiti in carriera dal tecnico friulano: "Con Gullit e Cassano ci siamo alzati le mani addosso. Il termine cassanata lo coniai io: prima delle partite ordinava sempre le patatina fritte, una cosa intollerabile. Ma mi arrabbiavo più con il cuoco che con lui". In Spagna, oltre a quello col talento barese, non semplice fu il rapporto con Ronaldo: "Nel febbraio del 2007 decisi che Ronaldo doveva andare via dal Real Madrid: gli piacevano le feste, coinvolgeva il resto del gruppo. Capitò che Van Nistelrooij mi disse che lo spogliatoio puzzava di alcol, ed era vero. Ronaldo in quel periodo pesava 94 kg, quando vinse il Mondiale nel 2002 ne pesava 82... Una volta Berlusconi mi chiamò per consigliargli un acquisto, gli dissi di non prendere Ronaldo perché gli interessavano le feste, le donne. Lui mi ringraziò, ma il giorno dopo lessi che Ronaldo andava al Milan!". A proposito di Milan, un errore la seconda esperienza da allenatore in rossonero: "Chiesi a Florentino Perez di liberarmi dal Real Madrid, tornai perché ero riconoscente nei confronti di Berlusconi, ma fu un errore, il più grande della mia vita: a Milano sbagliai tutto. Quel campionato fu terribile, ma da quella stagione imparai molto".

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Una carriera ai massimi livelli, tanti gli aneddoti da raccontare ancora oggi. Fabio Capello è stato ospite d'eccezione all'inaugurazione dell'anno accademico 2023/2024 della Limec. Numerosi gli argomenti toccati, i ricordi narrati. E come sempre parecchi anche i titoli venuti fuori dall'incontro avvenuto dalla sala executive 1 di San Siro. Tra questi, il tanto dibattuto tema del numero di scudetti della Juventus: l'ex tecnico, in merito, non ha alcun dubbio.

Capello: "La Juve ha 38 scudetti!"

Queste le parole rilasciate da Capello: "La Juventus ha 38 scudetti. Abbiamo vinto sul campo, avevamo una squadra nettamente più forte delle altre: non avevamo bisogno di nessun aiuto". Un concetto che Capello aveva ribadito anche qualche tempo fa, in un'occasione speciale per il mondo bianconero. Una Juve, quella sotto la sua guida, in cui era presente anche Zlatan Ibrahimovic, che quando arrivò a Torino non era certamente il calciatore che si è visto negli anni a seguire: "Oggi il talento viene schiacciato dagli schemi. Non si osserva niente: la cosa difficile è correggere gli errori, gli schemi sono facili. Ho preso Ibrahimovic alla Juventus che non sapeva calciare e colpire di testa, sappiamo tutti poi cosa è diventato. Van Basten aveva un problema nella rincorsa quando calciava le punizioni, intervenni e la partita dopo segnò su punizione". E a proposito di calciatori, non con tutti Capello ha avuto un rapporto idilliaco...

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