Antonio Rapuano stecca e viene retrocesso in Serie B, con effetto immediato. Per il Var Gianluca Aureliano, invece, il giudizio è momentaneamente congelato. L’eredità che lascia Verona-Juve è questa. Non poteva andare altrimenti, del resto. Troppo grave la svista del direttore di gara sul contatto pericoloso Orban-Gatti, una chiara gomitata vista nitidamente in campo e sanzionata solo con un cartellino giallo. E poi c’è la sala Var, che non si accorge della disattenzione di Rapuano. Al contrario, però, davanti al video viene giudicato da rigore il tocco di braccio di Joao Mario. Sul quale, sì, si può disquisire, sebbene manchino i presupposti per il chiaro ed evidente errore. Non rientrava in questa casistica e per questo l’interpretazione della squadra arbitrale stride clamorosamente rispetto a ciò che mostrano le immagini. Le telecamere aumentano, ma gli occhi non vedono. Stranezze che hanno fatto naturalmente sobbalzare l’Aia: l’immediata retrocessione di Rapuano, che per un po’ di tempo (non definito con precisione) seguirà le gare della serie cadetta, è una totale ammissione di responsabilità. Il riconoscimento di una serata storta che più storta non si poteva.
Confusione generale
Pure Aureliano non scherza, perché le leggerezze sono figlie anche del gruppo di lavoro davanti al monitor, tutt’altro che irreprensibile. Gli episodi di Verona-Juve, poi, accentuano una confusione generale su determinati concetti di gioco. In particolare la questione del braccio di Joao Mario: la lotta senza frontiere ai “rigorini”, anche da parte dei vertici arbitrali, è un cavallo di battaglia degli ultimi mesi. Assegnare un penalty così fa cadere il castello e rende ancor più cervellotica la valutazione sull’entità dei tocchi. Ciò che ha fatto molto arrabbiare Igor Tudor è il pensiero legato ai precedenti. Il focus sulla condotta violenta, insomma. Kenan Yildiz è cascato nella trappola il 27 aprile: gesto scomposto nei confronti di Bianco contro il Monza, cartellino rosso e due giornate di squalifica (saltò Bologna e Lazio, due gare fondamentali nella corsa alla Champions League). Ineccepibile. La società multò il turco e Tudor riconobbe, anche pubblicamente, la congruità di quella decisione. E poi c’è Pierre Kalulu, un altro che ha mostrato un nervo scoperto verso la fine della scorsa stagione: manata a Castellanos, che a primo impatto non viene notata sul terreno di gioco. Il Var controlla, il francese viene espulso.

