Juventus-Torino 0-0: Spalletti le prova tutte, fortino granata allo Stadium, punto firmato Paleari

Il Toro ferma una serie di sconfitte che durava dal 2022, per i bianconeri secondo pari consecutivo dopo la Champions

Un pari che il Toro prende e si porta a casa come una vittoria e che la Juve mal digerisce come una sconfitta. La stracittadina di Torino finisce senza reti, con l'attacco non travolgente bianconero che rimbalza sul muro granata eretto davanti a un Paleari formato Nazionale di questo periodo e con il Torino che recrimina anche per aver sprecato un paio di occasioni in contropiede golosissime. La Juventus interrompe la striscia di due vittorie consecutive, il Toro continua quella dei suoi risultati utili, giunti a sei ora, spezzando il ciclo di ko sotto la Mole che durava da tre anni ormai.

La Juve c'è e domina, paragonare questi pareggi a quelli dell'ultimo Tudor è improponibile, l'avvento di Spalletti ha cambiato tanto e il tecnico di Certaldo ci prova con tutte le armi a disposizione, ma le scorie di Champions annebbiano chi dovrebbe fare la differenza (lo stesso Yildiz ha trovato la luce dopo un'ora, quando anche gli avversari si stavano stancando) e dopo la Champions arriva il secondo pari di seguito che lascia l'amaro in bocca. Per il Toro un altro tassello a favore di Baroni, dopo un inizio traballante le perle delle vittorie con Roma e Napoli e ora anche un derby chiuso senza sconfitta. 

 

 

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Rugani la mossa di Spalletti. Derby che si accende dopo mezz'ora

Rugani al centro e McKennie a destra le variazioni sul tema 352 spallettiano, che conferma i suoi 'titolari', a partire da Koopmeiners. Il Toro, che non vince un derby dal 2015 e non ne pareggia uno dal 2022, si presenta con cinque risultati utili consecutivi allo Stadium e con il tandem Ngonge-Simeone davanti, Casadei e Vlasic scudieri di Ilic in regia. Juve che fa la partita, con all'attivo una buona chance sprecata da McKennie che incespica in area al momento di concludere, mentre dietro quando i granata accelerano Kalulu e Locatelli si rendono protagonisti di ottime chiusure. Ci pensa poi Di Gregorio al 23' a raccogliere un debole tentativo di Coco in area bianconera, l'azione migliore ospite fino a questo momento ed è quella che stappa la partita: la Juve va vicina al gol con Vlahovic prima e Thuram poi, fermati rispettivamente da Maripan e da un Paleari in uscita, poi a uscire è Di Gregorio in area su Simeone lanciato a rete da una grande giocata di Ngonge alla mezz'ora.

Paleari esulta davanti a Zufferli, ma niente angolo. Su Vlahovic si riscrive il regolamento 

Squadra ordinata, quella di Baroni - squalificato, in panchina c'è Colucci -, e difficile da trovare impreparata: con Yildiz a mezzo servizio, che quando chiede lo scambio si vede sempre restituire dei palloni incommentabili, la fantasia bianconera deve passare dai piedi di Conceicao che però tra una caduta facile e una fallosa - trattenuto a due mani da Lazaro - viene visto ormai come un giocatore sul quale è difficile fischiare fallo. Poi però Zufferli diventa imbarazzante quando non concede l'angolo al portoghese, sul quale Paleari compie un miracolo togliendo dall'angolino la sua rasoiata di sinistro esultando anche. Imbarazzante come il direttore di gara non si renda conto neanche di quello che accade nelle dinamiche di campo, al di là della gestione personale dei falli e dei cartellini. La squadra arbitrale poi all'unisono riesce nell'impresa, ormai abitudine quando gioca la Juventus, di riscrivere il regolamento: Paleari esce a valanga su un cross di Yildiz per Vlahovic colpendo con i pugni la testa del serbo che resta a terra tenendosi il capo, l'azione andrebbe fermata subito ma Zufferli fa proseguire serenamente come se non fosse nulla, con l'attaccante a terra ancora tenendosi la testa. Azione da interrompere subito per sincerarsi delle condizioni del giocatore e che meriterebbe sicuramente la revisione VAR visto che dagli scarsi replay messi a disposizione l'unica cosa chiara è il pugno a Vlahovic e non un tocco del portiere del pallone, unica cosa che renderebbe corretta la sua azione e non da rigore. 

 

 

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Un offside e Di Gregorio salvano la Juve

Gatti per Rugani da una parte, Asllani per Ilic e Adams per Ngonge dall'altra. Toro più propositivo in questa ripresa, solo un fuorigioco millimetrico toglie a Simeone il gol dell'1-0, poi Adams e ancora il Cholito ci provano di testa. La Juve si perde tra un Conceicao uscito dalla partita e un Yildiz ancora dentro ma con mezza gamba, tra un Thuram che sbaglia l'ultimo controllo o passaggio e Vlahovic silenziato da Ismaijli e viene tenuta in vita solo da Di Gregorio, provvidenziale a respingere il destro a botta sicura di Che Adams appena superata l'ora di gioco.

Zhegrova e David, Spalletti vara la Juve Lilla. Paleari super

Spalletti butta dentro Zhegrova e David insieme, fuori Conceicao e Vlahovic: per la prima volta da inizio stagione oltre mezz'ora per il tandem che ha fatto le fortune del Lille e che i tifosi della Juve sperano si ripeta in bianconero. Ed è un'altra squadra: Yildiz imbecca il canadese in area, McKennie di testa incoccia a botta sicura, entrambe le volte Paleari mostruoso chiude lo specchio a ogni conclusione, anche a quella del numero 10 bianconero pochi minuti dopo. Quando non ci arriva Paleari poi è Ismajili a deviare, spazzare, salvare i granata, ma il Toro è in affanno, boccheggia sotto i colpi bianconeri a un quarto d'ora dalla fine.

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Assalto Juve, confusione e zero tiri. Il Toro esce imbattuto

Anjorin e Zapata per Vlasic e Simeone le mosse finali di Colucci, Openda e Adzic per Yildiz e Locatelli quelle di Spalletti. Forcing finale bianconero di nervi e confusione, tanti passaggi senza conclusione, Zhegrova soprattutto sembra rinunciare al tiro per paura di farsi male anche se semina il panico in area granata, dove ogni respinta o deviazione esalta il fortino messo a difesa di Paleari, portiere in stato di grazia che respinge e controlla ogni palla a ridosso della sua area, sigillando lo 0-0 che i granata portano a casa come una vittoria, i bianconeri come una sconfitta. 

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Un pari che il Toro prende e si porta a casa come una vittoria e che la Juve mal digerisce come una sconfitta. La stracittadina di Torino finisce senza reti, con l'attacco non travolgente bianconero che rimbalza sul muro granata eretto davanti a un Paleari formato Nazionale di questo periodo e con il Torino che recrimina anche per aver sprecato un paio di occasioni in contropiede golosissime. La Juventus interrompe la striscia di due vittorie consecutive, il Toro continua quella dei suoi risultati utili, giunti a sei ora, spezzando il ciclo di ko sotto la Mole che durava da tre anni ormai.

La Juve c'è e domina, paragonare questi pareggi a quelli dell'ultimo Tudor è improponibile, l'avvento di Spalletti ha cambiato tanto e il tecnico di Certaldo ci prova con tutte le armi a disposizione, ma le scorie di Champions annebbiano chi dovrebbe fare la differenza (lo stesso Yildiz ha trovato la luce dopo un'ora, quando anche gli avversari si stavano stancando) e dopo la Champions arriva il secondo pari di seguito che lascia l'amaro in bocca. Per il Toro un altro tassello a favore di Baroni, dopo un inizio traballante le perle delle vittorie con Roma e Napoli e ora anche un derby chiuso senza sconfitta. 

 

 

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