
Doppietta Kolo Muani, doppietta di Yildiz e Conceicao: era il Mondiale per Club, giugno inoltrato, il profumo di Primavera era ancora nell'aria come quello della finale di Champions League tra Psg e Inter, ed era l'ultimo 5-0 della Juventus prima di stasera. Una serata spumeggiante, di festa vera, di ritorno al passato, di quando le piccole entravano allo Stadium sapendo che il loro destino era già segnato, ineluttabile. Devastante la prova dei bianconeri contro una malcapitata Cremonese, degna protagonista di questa Serie A e capace di compiere anche imprese velenose come quella a San Siro contro il Milan, presentatasi a Torino con il vestito migliore e con un Vardy all'occhiello: non c'è stata storia né partita, dominio dall'inizio alla fine e pratica archiviata rapidamente, senza pietà, senza far respirare la preda, senza cattiveria. Selezione naturale.
La classifica dice 39, quarta come la Roma e come il Napoli, a cui però manca la sfida col Parma. Milan a 40, un solo punto avanti (e il Como da ospitare), anche l'Inter capolista ha una partita da recuperare contro un Lecce a pezzi, i tre punti più che probabili la porteranno a 46: sette lunghezze, che non sono mai sembrate così colmabili come stasera. La quadra Spalletti l'ha trovata ed è spettacolare, travolgente, contro squadre contro cui si soffriva terribilmente prima e che ora vengono superate come un ostacolista scavalca le barriere, per velocità e inerzia perché gli occhi sono solo sul traguardo.
