LECCE - Dal rettangolo verde ai filari del Salento, Eden Hazard cambia campo ma non perde il gusto della sfida. L’ex talento di Chelsea e Real Madrid è l’ultimo nome ad aggiungersi alla squadra stellare di “The Wine of The Champions”, il progetto enologico ideato da Fabio Cordella, direttore sportivo e imprenditore che negli anni ha riunito sotto un’unica etichetta grandi icone del calcio mondiale. La lista dei campioni coinvolti è pazzesca: Ronaldinho, John Terry, Mascherano, Roberto Carlos, Materazzi, Cafu, Sneijder, Julio Cesar, Walter Zenga e molti altri. Fuoriclasse che hanno dominato stadi e competizioni e che ora condividono un nuovo terreno di gioco, fatto di vitigni pregiati e tradizione pugliese.
L’ingresso di Hazard è un vero colpo da novanta: tecnica sopraffina, fantasia e una carriera vissuta ai massimi livelli europei. Il belga ha deciso di legare il proprio nome a tre etichette – un rosso Igp Salento, un Negroamaro Cabernet Igp Salento e un Pinot Grigio Malvasia Bianca Igp Puglia – portando la sua impronta personale in un progetto che unisce passione e qualità. Tra degustazioni, visite alle cantine e scoperte gastronomiche, Hazard ha raccontato emozioni e prospettive di questa nuova avventura, parlando a TuttoSport anche di Serie A, scudetto e ricordi di carriera.
Hazard dal campo ai vini
Hazard in Italia con questa novità, dal campo ai vini. Come è nata l'idea? «Ho sempre avuto curiosità del progetto “Wine of Champions” così chiesi al mio ex compagno del Chelsea William, che aveva prodotto dei vini col suo nome, di presentarmi Fabio Cordella. E’ sempre stata un’idea che mi piaceva e cosi con Fabio abbiamo prodotto il mio vino».
Tre vini: bianco, rosso e rosato… «Sì, ma vorrei aggiungere tre vini di qualità. La gente ha dei gusti diversi ed è giusto che possa scegliere. Noi in Belgio, ad esempio, d’estate amiamo molto il vino rosato».
