Inter-Milan, corsa Scudetto: la prossima giornata è determinante. Chivu può battere un curioso record

Il tecnico nerazzurro deve vedersela con gli effetti post derby, i rossoneri di Allegri a Roma senza Rabiot...

MILANO - Dieci giornate e sette punti di distacco. Il derby se non ha ribaltato tutto, ha comunque dato un senso al finale di campionato che poteva aver raggiunto i titoli di coda per quanto concerne la questione scudetto già alle idi di marzo. Invece c’è ancora vita. Certo, il vantaggio dell’Inter rimane comunque cospicuo, ma ci sono ancora 30 punti in ballo, tanti, anzi, tantissimi, soprattutto considerando che sia la squadra di Chivu che quella di Allegri avranno diversi snodi complicati da affrontare sulla loro strada. Ora, inevitabilmente, il morale sorride ai rossoneri e molto passerà dalla prossima giornata, quando sia Inter che Milan avranno partite non banali da disputare, rispettivamente contro Atalanta (a San Siro) e Lazio (a Roma). Una giornata, la 29ª, che potrebbe risultare davvero decisiva nella corsa scudetto: perché se l’Inter non dovesse vincere, allora sì che la crisi, di risultati e psicologica, diventerebbe un tema di cui preoccuparsi molto ad Appiano Gentile; così come il Milan chiamato a confermare il successo nel derby per dare continuità all’entusiasmo ritrovato dopo l’incredibile ko interno con il Parma e non gettare al vento la vittoria in extremis a Cremona e la rete di Estupinan. Soprattutto se l'Inter sabato alle 15 non dovesse battere l'Atalanta: a quel punto sarebbe un delitto per il Milan - senza il talismano Rabiot squalificato - fallire la trasferta all'Olimpico domenica sera.

Inter e Milan nella storia: record e curiosità nella lotta scudetto

Dunque dieci partite per scoprire chi diventerà campione d’Italia, se l’Inter salirà a quota 21 scudetti o il Milan conquisterà la sua seconda stella, eguagliando così proprio i cugini: una sfida nella sfida. Per altro in quasi 130 anni di campionato italiano di calcio, non è mai accaduto che una delle due squadre di Milano vincesse il campionato dopo aver perso entrambi i derby. Dunque, l’Inter nel caso tagliasse per prima il traguardo, sarebbe la prima a riuscirci. Altro inedito in caso di affermazione nerazzurra: da quando la vittoria vale tre punti, nessuna squadra ha conquistato il titolo senza fare punti contro la seconda in classifica. L’ultima volta che accadde una cosa simile fu nel torneo ’82-83 (e la vittoria valeva ancora 2 punti), quando la Roma centrò il suo secondo scudetto, perdendo però entrambe le partite contro la Juventus, arrivata seconda.

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Il calendario decisivo: le prossime sfide di Inter e Milan

Tornando al calendario, la sensazione è che tanto di questo scudetto passerà dalle giornate che andranno dalla sopracitata 29ª alla 32ª. In particolare per l'Inter che dopo l'Atalanta - che arriverà a Milano fra le due sfide di Champions contro il Bayern -, affronterà in successione Fiorentina (al Franchi), Roma (a San Siro) e Como (sul lago). Quattro partite chiave, anche perché il Milan, dopo la trasferta a Roma con la Lazio, avrà sì un altro viaggio complicato a Napoli alla 31ª giornata, ma avrà due gare casalinghe con Torino e Udinese oggettivamente più semplici, sulla carta, rispetto agli impegni dei nerazzurri. Anche se sappiamo bene come la squadra di Allegri in questo campionato abbia fatto meglio con le dirette rivali che contro le avversarie di medio-basso livello. Le ultime sei giornate, poi, sulla carta, potrebbero sorridere di più agli uomini di Chivu, visto che il Milan se la vedrà, fra le altre, contro Juventus e Atalanta a San Siro, Sassuolo e Genoa fuori casa. Due invece i principali ostacoli per l'Inter, le trasferte contro Lazio (36ª) e soprattutto Bologna all'ultima giornata. Ricordando quanto le sconfitte al Dall'Ara abbiano pesato sugli scudetti persi dall'Inter di Inzaghi nei campionati '21-22 e '24-25, sarà fondamentale per i nerazzurri arrivare a quella partita con il titolo già in tasca...

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MILANO - Dieci giornate e sette punti di distacco. Il derby se non ha ribaltato tutto, ha comunque dato un senso al finale di campionato che poteva aver raggiunto i titoli di coda per quanto concerne la questione scudetto già alle idi di marzo. Invece c’è ancora vita. Certo, il vantaggio dell’Inter rimane comunque cospicuo, ma ci sono ancora 30 punti in ballo, tanti, anzi, tantissimi, soprattutto considerando che sia la squadra di Chivu che quella di Allegri avranno diversi snodi complicati da affrontare sulla loro strada. Ora, inevitabilmente, il morale sorride ai rossoneri e molto passerà dalla prossima giornata, quando sia Inter che Milan avranno partite non banali da disputare, rispettivamente contro Atalanta (a San Siro) e Lazio (a Roma). Una giornata, la 29ª, che potrebbe risultare davvero decisiva nella corsa scudetto: perché se l’Inter non dovesse vincere, allora sì che la crisi, di risultati e psicologica, diventerebbe un tema di cui preoccuparsi molto ad Appiano Gentile; così come il Milan chiamato a confermare il successo nel derby per dare continuità all’entusiasmo ritrovato dopo l’incredibile ko interno con il Parma e non gettare al vento la vittoria in extremis a Cremona e la rete di Estupinan. Soprattutto se l'Inter sabato alle 15 non dovesse battere l'Atalanta: a quel punto sarebbe un delitto per il Milan - senza il talismano Rabiot squalificato - fallire la trasferta all'Olimpico domenica sera.

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Dunque dieci partite per scoprire chi diventerà campione d’Italia, se l’Inter salirà a quota 21 scudetti o il Milan conquisterà la sua seconda stella, eguagliando così proprio i cugini: una sfida nella sfida. Per altro in quasi 130 anni di campionato italiano di calcio, non è mai accaduto che una delle due squadre di Milano vincesse il campionato dopo aver perso entrambi i derby. Dunque, l’Inter nel caso tagliasse per prima il traguardo, sarebbe la prima a riuscirci. Altro inedito in caso di affermazione nerazzurra: da quando la vittoria vale tre punti, nessuna squadra ha conquistato il titolo senza fare punti contro la seconda in classifica. L’ultima volta che accadde una cosa simile fu nel torneo ’82-83 (e la vittoria valeva ancora 2 punti), quando la Roma centrò il suo secondo scudetto, perdendo però entrambe le partite contro la Juventus, arrivata seconda.

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