Nuovo presidente Figc, Malagò il nome forte. Ma si valutano anche ex calciatori

Si discute la candidatura dell’ex presidente del Coni. Galliani si defila, Lotito contrario

I nomi, sotto elezioni, sono come la frutta. Se acerbi, rischiano lo scarto. Giovanni Malagò può essere l’eccezione alla regola di ogni votazione che si rispetti, infranta da Aurelio De Laurentiis. Il patron del Napoli, che nel 2023 lo aveva attaccato duramente, lo ha indicato come il nome da cui ripartire ancora prima che Gabriele Gravina si dimettesse. Oggi ci sarà la prima verifica, già decisiva: alle 11.30 si riunirà l’assemblea di Lega Calcio Serie A, il piatto forte sarà la candidatura di Malagò alle elezioni del 22 giugno. Attorno all'ex presidente del Coni si è creata un’inedita alleanza: il Napoli è in sintonia con le altre big. In prima fila c’è Beppe Marotta, attivissimo, ma pure Juventus, Roma e Milan approvano. Sul fronte opposto, Claudio Lotito: il presidente della Lazio è all’ultima chance per dimostrare di non aver perso lo smalto. Salutato l’arcinemico Gravina, vorrebbe un commissario e spende in tale direzione quel che resta della sua influenza (si segnala, per esempio, una certa sintonia con la neonata Assocapp). Il commissariamento è la soluzione indicata anche dal ministro Andrea Abodi: sarebbe possibile solo in caso di impasse nelle elezioni federali. Il massimo campionato - che vale il 18% - non ha sempre indicato un proprio candidato per la Figc: oggi Malagò pare l'unico a poterlo compattare.

Galliani: "Malagò il miglior presidente possibile"

Al contempo, la Serie A è l’unica componente che possa accreditarlo (scadenza 13 maggio). Si è defilato Adriano Galliani, corteggiato da Scaroni e Cairo: «Sono onorato e riconoscente, ma non accetterò. Malagò è il miglior presidente possibile». Il numero uno del Torino è poi salito sul carro: «Ha fatto bene al Coni, è una persona su cui puntare». Se sarà quello vincente lo si inizierà a scoprire oggi: in teoria basterebbero 11 firme su 20. La maggioranza però potrebbe e dovrebbe essere più ampia (si parte da 14), anche per convincere Malagò, che correrà solo se saprà di vincere. Qualche dubbio serpeggia tra le piccole, che temono possa schierarsi per la riduzione a 18. A tal proposito: se i numeri saranno molto ampi, è credibile che avverrà per una sorta di compromesso.

L'opzione di un ex calciatore

Non sarebbe il massimo, ma del resto tra i grandi elettori - e avversari - di Malagò c’è chi manovra già pensando al 2028. Se arriverà il sì della A, la strada sarà spianata. Oltre ad Abodi, Malagò non entusiasma altri elementi del governo, a partire da Salvini («Preferirei un volto nuovo»). Un buon motivo perché Gravina - a cui non dispiacerebbe un ruolo legato a Euro 2032 - e Giancarlo Abete (l’unica alternativa interna spendibile) aiutino a costruire un percorso il più condiviso possibile. Sullo sfondo, l’ipotesi di un ex calciatore: Albertini e Tommasi i nomi più graditi all’Aic (che li vorrebbe candidati da altri). Costacurta, Maldini e Del Piero i profili che potrebbero essere coinvolti comunque nel futuro della Figc.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Serie A