Abodi ribalta Gravina: “Quando qualcosa non funziona è sempre colpa della politica”

Il ministro dello sport sul momento del calcio italiano e sulla presidenza Figc: "Elezioni o commissariamento? L'importante è che..."
Abodi ribalta Gravina: “Quando qualcosa non funziona è sempre colpa della politica”
© LAPRESSE

Andrea Abodi a tutto campo. A margine del Forum di confronto sul valore sociale, educativo ed economico dello sport nel Paese alla Luiss di Roma, il ministro dello sport ha parlato del momento di cristi del sistema calcio italiano e delle necessarie misure da adottare per rilanciarlo. Ma Abodi ha anche mandato una risposta seccata all'ormai ex presidente della Figc, Gabriele Gravina e alle sue recenti dichiarazioni post dimissioni, in cui aveva rimarcato alcune mancanze, a suo avviso, da parte della politica.

Abodi: "Quando qualcosa non va..."

Abodi ha dichiarato: "Ho imparato che la politica è sempre un riferimento da questo punto di vista, quando qualcosa non funziona è sempre colpa della politica. Io non me la sono mai presa con nessun altro, credo che le soluzioni, quando si vuole prendere una soluzione, per il bene comune, è sedersi attorno ad un tavolo con tutte le componenti e trovare, comunque, le decisioni che non sono state prese in questi anni nonostante l'ampio consenso. Peraltro non mi sembra che si deve inventare nulla. Sul tavolo ci sono tutte le soluzioni possibili, bisogna solo valutare insieme le compatibilità tra soluzioni diverse". 

Le elezioni del presidente Figc

In riferimento al futuro: "Sono affascinato dalle cose da fare. Mi preoccupo che non sono state fatte nemmeno con il 98,7% di consenso. Questo dimostra che non è la quantità di consenso che determina le cose, ma la qualità della collaborazione tra le componenti. Sono in ascolto anche su quello che diranno le altre componenti, non soltanto in termini di designazione delle persone ma di definizione dei programmi e della loro compatibilità, perché ognuno ha un buon programma. Peccato che siamo in un sistema e se gli interessi individuali non trovano sintonia in quelli complessivi, le cose che devono succedere non succedono".

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"Commissariamento o elezioni? Basta che..."

Infine sul da farsi per migliorare il calcio italiano e in merito alle candidature per le prossime elezioni del presidente Figc del 22 maggio: "L'esperienza dolorosa del confronto con la Bosnia rischia di non avere neanche un senso, perché il senso della sconfitta è la soluzione di problemi. L’opinione pubblica si aspetta dal ministro che faccia tutto, il ministro ha delle regole che deve rispettare e vuole rispettare anche in termini di autonomia. Il commissariamento che viene chiesto dalle componenti stesse è sicuramente una soluzione tecnica, nella misura in cui credo che il commissariamento o anche le elezioni siano uno strumento per raggiungere gli obiettivi che sono quelli di una riforma che consenta di recuperare competitività. A me qualsiasi strumento va bene, basta che si confermino gli obiettivi e quindi chiariamo a tutti l'idea di quali siano gli obiettivi che accettiamo da adesso in poi".

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Andrea Abodi a tutto campo. A margine del Forum di confronto sul valore sociale, educativo ed economico dello sport nel Paese alla Luiss di Roma, il ministro dello sport ha parlato del momento di cristi del sistema calcio italiano e delle necessarie misure da adottare per rilanciarlo. Ma Abodi ha anche mandato una risposta seccata all'ormai ex presidente della Figc, Gabriele Gravina e alle sue recenti dichiarazioni post dimissioni, in cui aveva rimarcato alcune mancanze, a suo avviso, da parte della politica.

Abodi: "Quando qualcosa non va..."

Abodi ha dichiarato: "Ho imparato che la politica è sempre un riferimento da questo punto di vista, quando qualcosa non funziona è sempre colpa della politica. Io non me la sono mai presa con nessun altro, credo che le soluzioni, quando si vuole prendere una soluzione, per il bene comune, è sedersi attorno ad un tavolo con tutte le componenti e trovare, comunque, le decisioni che non sono state prese in questi anni nonostante l'ampio consenso. Peraltro non mi sembra che si deve inventare nulla. Sul tavolo ci sono tutte le soluzioni possibili, bisogna solo valutare insieme le compatibilità tra soluzioni diverse". 

Le elezioni del presidente Figc

In riferimento al futuro: "Sono affascinato dalle cose da fare. Mi preoccupo che non sono state fatte nemmeno con il 98,7% di consenso. Questo dimostra che non è la quantità di consenso che determina le cose, ma la qualità della collaborazione tra le componenti. Sono in ascolto anche su quello che diranno le altre componenti, non soltanto in termini di designazione delle persone ma di definizione dei programmi e della loro compatibilità, perché ognuno ha un buon programma. Peccato che siamo in un sistema e se gli interessi individuali non trovano sintonia in quelli complessivi, le cose che devono succedere non succedono".

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