L'indagato non è un colpevole, figuriamoci chi non è oggetto di indagini. Partendo da queste nozioni elementari, per conoscere le quali non è necessario essere avvocati di prim'ordine, è bene non arrivare a conclusioni affrettate sul merito dell'inchiesta. È già possibile, tuttavia, dare la sentenza definitiva sul modo in cui vengono raccontate le indagini. Limitandoci alle inchieste sul calcio, e quindi in gran parte sulla Juventus - unica società di un certo livello perennemente sotto l'occhio molto vigile della Procura locale e non -, non è difficile ricordare come venne raccontato il 2006: subito il nome "Moggiopoli", con il colpevole unico già individuato, il libro nero dell'Espresso in violazione di qualunque principio di garanzia delle difese e della privacy, vere e proprie mistificazioni (del genere "ecco come truccavamo i sorteggi", che invece erano regolari), le sentenze anticipate dai giornali ancora prima che iniziassero i processi.
Quando qualcuno provava a contestare il merito, ricordando per esempio che il grande associato De Santis faceva perdere la squadra della Cupola, spallucce e disinteresse perché "non conta quello che accade nelle partite, basta l'intenzione". Insomma, tutto quello che non dovrebbero fare dei media in un Paese civile ma che è utile per indirizzare il sentimento popolare e rendere impossibile il lavoro a chi deve difendersi.

Calciopoli, Suarez, plusvalenze: con la Juve...
Calciopoli era uno scandalo troppo grave, potrebbe obiettare qualcuno rimasto un po' indietro con gli aggiornamenti su quel caso. Accogliamo l'obiezione e passiamo al caso Suarez, con la Juve considerata da subito colpevole dai media ma non dai giudici (in quei casi atti e sentenze non attraggono più di tanto): ebbene, senza ricordare tutti gli incredibili titoli, articoli, video di quei giorni, basti rammentare che il procuratore Cantone fu costretto a comunicare l'interruzione delle indagini per le inarrestabili violazioni del segreto istruttorio, tale era la voglia di spiattellare di fronte al mondo il solito bieco colpevole. Più recentemente, ecco il caso plusvalenze, da sempre ignorate da ogni media - anche quando si scambiavano per fior di milioni ragazzini che non giocavano ancora a calcio a quel livello, senza che qualcuno riconoscesse perfino la propria firma sui contratti - ma non quando è toccato alla Juventus. Ogni giorno una intercettazione, rilevante o meno, previsioni funeste sul futuro dei bianconeri, minacce di Ceferin per interposto giornale, nessuno a farsi domande sulla Procura torinese così zelante pur se incompetente o sui pm che odiavano la Juve e si divertivano a dirlo ai convegni.
