Solo Viola può parlare dell'indagine e tace
Tuttavia qualche precisazione va fatta. Ad esempio, un’intercettazione per la giurisprudenza della Cassazione ha valore di prova e presunzione di attendibilità quanto al contenuto, perché viene reso in totale libertà dal soggetto, ascoltato a sua insaputa. Conta in questi casi, lo dico per esperienza professionale, il tono, l’eloquio, il ritmo delle parole. Nessuno ha ancora sentito questa intercettazione, dunque stupisce che la si liquidi in via preventiva come irrilevante. Poniamo che il tono di Rocchi fosse quello di un uomo mortificato e preoccupato per il richiamo su Doveri, in tale caso il criterio di valutazione sarebbe certamente diverso che se esso fosse scherzoso. Soprattutto renderebbe attendibile che un colloquio sulla designazione di un arbitro ci sia stato.
Se io, da avvocato andassi a dire al presidente del tribunale di non volere più aver di fronte un certo giudice quantomeno ne dovrei rispondere in sede disciplinare. Immagino che sarebbe altrettanto rilevante in sede sportiva. Vi è poi un altro profilo che un addetto ai lavori coglie e concerne le singolari modalità di diffusione della notizia. Da qualche anno, a seguito di una direttiva europea le notizie sullo stato di un’indagine sono esclusiva prerogativa del capo della procura. Il dottor Viola, procuratore capo di Milano invece tace e nulla dice.
Certo è che qualcuno ha fatto trapelare la confortante assicurazione che non vi siano dipendenti dell’Inter indagati dopo che qualcuno, non sa se la medesima fonte ha fatto uscire la notizia su Rocchi ed il suo capo d’accusa e forse sarebbe stato meglio lo avesse certificato una fonte ufficiale. Qualcuno ha parlato di tensioni nell’ufficio. Chissà, ma certo è opportuno che qualche luce resti accesa su quello sgabuzzino buio, vent’anni dopo che nessuno vi fu realmente chiuso, ma in moltissimi credono ancora che ci fosse un arbitro.
*avvocato penalista
