"Sono venuto per il comitato di presidenza e il consiglio federale e ovviamente presento la candidatura come avevo anticipato". Così Giancarlo Abete annuncia la propria candidatura alla presidenza Figc (elezioni il 22 giugno). "Sono un'espressione di una continuità anche significativa all'interno del mondo della federazione, che non è basata sui poteri forti - ha dichiarato il presidente della Lega Nazionale Dilettanti e già ex numero 1 Figc - ma su un certo tipo di coerenza e certi tipi di comportamento. Sono sereno e fiducioso. La candidatura c'è ed è formalmente presentata". E ancora, sulla scelta di Lega Serie A di sostenere la candidatura dell'ex presidente del Coni Giovanni Malagò, che nelle ore precedenti l'annuncio di Abete ha sciolto le riserve sulla propria candidatura alla Federcalcio: "Il rischio del mondo del calcio non è il livello qualitativo delle persone, e non c'è bisogno che io dica il livello di Malagò, ma che si individuino le persone e non i programmi condivisi. La Lega Pro non si è ancora espressa? Ha posto un problema di metodo, quello di parlare di contenuti. Sappiamo che è l'anello più debole e ha tante esigenze. La Lega Pro deve vedere i programmi e penso sia naturale, è stato innaturale aver scelto una persona senza neanche aver discusso dei programmi".
Abete: "Ipotesi ritiro? Non la considero"
"C'è un'idea anche di potersi ritirare in corsa? Non è un problema che prendo in considerazione, io presento una candidatura, l'ho anticipato il 13 aprile, quindi immediatamente dopo l'indicazione da parte della Lega di A nei confronti del presidente Malagò, perché peraltro l'ho ritenuto sia giusto e doveroso per poter parlare dei contenuti. Poi ovviamente entreremo nel merito dei contenuti, verificheremo se ci sono punti di intesa. L'incontro con Malagò? Giovanni non conosce il mio programma e io non conosco il suo. Abbiamo un modo di ragionare che su alcune problematiche può condividere alcune specificità. Non abbiamo parlato di programmi, è stato un incontro sereno e amichevole".
Così invece sulla presunta ineleggibilità di Malagò, prevista per gli ex presidenti di enti vigilanti e disciplinata dall'istituto del cooling off period: "Non ho approfondito perché non è una questione di mia competenza. Il mio confronto è sul versante della politica sportiva. Sono un cittadino e come cittadino ho il dovere di rispettare le leggi ma non è problema che compete alle mie responsabilità".