La concomitanza tra il derby Roma-Lazio e gli Internazionali d’Italia ha acceso lo scontro mediatico e istituzionale, dopo giorni di lotte tra i vertici della Lega e la Prefettura per decidere il giorno e l'ora del match, ora ufficiale. A infiammare il dibattito è stato Massimo Giletti, che durante un intervento su RTL ha criticato duramente la gestione del calendario sportivo nella Capitale, puntando il dito contro i dirigenti del calcio per una situazione definita “assurda” sotto il profilo logistico e della sicurezza. Il nodo riguarda la sovrapposizione tra due eventi di enorme richiamo popolare: il derby della Capitale e il torneo di tennis del Foro Italico, strutture separate da poche centinaia di metri e destinate a convogliare migliaia di tifosi e appassionati nella stessa area della città.
L’attacco di Massimo Giletti
Nel suo intervento radiofonico, Giletti non ha usato mezzi termini: "Poi si chiedono perché il calcio è disfatto, ma perché ai vertici ha gente di questo tipo. Anche a Torino hanno fatto la stessa cosa, con il derby di Torino il giorno delle ATP Finals, quindi una situazione simile. Solo che in quel caso si giocava in uno stadio più lontano. Qui il problema è più evidente perché i campi degli Internazionali di Roma sono attaccati all'Olimpico". Il conduttore ha poi rincarato la dose con parole molto dure: "Siamo in mano a degli incompetenti, altro che intelligenza artificiale. Ripeto: cretineria umana". Dichiarazioni che hanno rapidamente alimentato il dibattito sui social e tra gli addetti ai lavori, riaccendendo le polemiche sull’organizzazione del calendario calcistico italiano.

Il caos sugli orari della Serie A
La vicenda è nata dalla decisione iniziale della Lega Serie A di programmare Roma-Lazio e tutte le sfide decisive per la corsa Champions League alle 12.30 di domenica 17 maggio. Un blocco di partite che coinvolgeva anche Juventus, Napoli, Milan e Como, tutte ancora impegnate nella lotta per un piazzamento europeo. Successivamente, però, la Prefettura di Roma è intervenuta per motivi di ordine pubblico e sicurezza, disponendo lo spostamento del derby alle 20.45 di domenica 18 maggio. Una scelta resa necessaria proprio dalla contemporaneità con gli Internazionali d’Italia e dalla complessità nella gestione dei flussi di pubblico attorno allo Stadio Olimpico e al Foro Italico. La modifica ha però mandato in crisi il principio della contemporaneità delle ultime giornate di campionato, considerato fondamentale quando ci sono obiettivi ancora aperti come qualificazioni europee e salvezza.
Di fronte al cambio imposto dalla Prefettura, la Lega Serie A ha presentato ricorso al TAR, aprendo un nuovo fronte istituzionale. Dopo ore di tensione e trattative, si è arrivati a una mediazione. L’accordo finale prevede che tutte le partite coinvolte nella corsa Champions vengano disputate alle 12 di domenica 17 maggio, salvaguardando così la contemporaneità richiesta dal regolamento sportivo ed evitando ulteriori modifiche al calendario. Una soluzione tampone che, tuttavia, non ha spento le polemiche. La sensazione diffusa è che la gestione del calendario abbia evidenziato ancora una volta le difficoltà di coordinamento tra istituzioni sportive, autorità locali e organizzatori di grandi eventi.