La corsa Champions entra nella sua fase più incandescente e, a novanta minuti dalla fine, il rischio di arrivo a pari punti è una possibilità, anche se Roma e Milan hanno partite sulla carta abbordabili. Il Napoli la scorsa giornata ha staccato definitivamente il pass ed è sicura di rientrare nei primi quattro posti (con un punto è aritmeticamente secondo)a differenza dei rossoneri e giallorossi che devono guardarsi ancora le spalle e hanno bisogno di tre punti per evitare calcoli visto che al momento hanno due lunghezze di vantaggio sul Como e la Juve, che ha bisogno di un miracolo. Una situazione che apre a scenari intricati, tra scontri diretti, classifiche avulse e differenza reti. Ecco cosa prevede il regolamento e chi, oggi, sarebbe qualificato all'"Europa che conta" nei vari casi di arrivo a pari merito.
Il regolamento: come si decide chi va in Champions
Nel caso in cui due squadre chiudano il campionato a pari punti per un posto europeo, la Serie A applica questi criteri, in rigoroso ordine:
- Scontri diretti
- Differenza reti negli scontri diretti
- Differenza reti generale
- Gol segnati in campionato
- Sorteggio
Lo spareggio viene utilizzato soltanto per assegnare lo scudetto o per determinare retrocessioni e salvezza. Per i posti Champions, Europa League e Conference conta invece la classifica costruita con i criteri sopra indicati. Se invece le squadre coinvolte sono più di due, entra in gioco la cosiddetta classifica avulsa: una mini-classifica costruita considerando esclusivamente le gare disputate tra le formazioni interessate.
Attualmente, la situazione in classifica (considerando il numero minimo di piazzamenti dal campionato) è la seguente:
- Milan 70 (qualificazione in Champions)
- Roma 70 (qualificazione in Champions)
- Como 68 (qualificazione in Europa League)
- Juve 68 (qualificazione in Europa League)