Una partita importante, da giocare senza pensare alla gara di mercoledì, a Bruxelles, che vale molto in chiave qualificazione Champions (gli ottavi di finale, vincendo, sono ancora possibili), con l’obiettivo di mantenere le distanze rispetto al Como che, con il 6-0 di ieri al Torino, è scappato a +8 e nel prossimo turno ospiterà proprio la formazione di Palladino al Sinigaglia.
Quella contro il Parma, per la Dea, è una gara da non fallire. In palio ci sono 3 punti pesanti, dopo il mezzo passo falso di Pisa è ancora più necessario ottenere una vittoria perché chi sta correndo in vetta e occupa le posizioni che valgono Champions, Europa e Conference League, continua a macinare punti e quindi bisogna stare al passo. Giusto anche sottolineare come in certi momenti della stagione, anche mettendo in conto un po’ di fatica e difficoltà, chi sta davanti deve ottenere punti e vittorie facendo valere fattore campo e maggior tasso tecnico.
La possibili scelte
L’Atalanta, in questa stagione, ha già fatto vedere in alcune occasioni che, sbagliando approccio e spirito, si può perdere davvero con chiunque, quindi i bergamaschi sono chiamati anche ad una risposta pesante dal punto di vista caratteriale per non perdere ulteriore terreno. Senza la conferenza della vigilia di Palladino, ieri la Dea ha solo svolto un allenamento di rifinitura, non è stato possibile approfondire un tema tattico che sembra davvero all’ordine del giorno: avanti con il 3-4-3 riproponendo Lookman o lanciando dall’inizio Raspadori, oppure passare al 4-2-3-1 con entrambi in campo insieme a De Ketelaere dietro ad uno tra Scamacca e Krstovic. La scelta dell’assetto condizionerà un po’ anche gli altri reparti, soprattutto in termini di uomini. Attenzione anche a De Roon, è diffidato.