© RedazioneSe lo scorso anno era stato quello della rivelazione, la stagione in corso è senza dubbio quella della consacrazione. Il Como targato Cesc Fabregas continua a volare, e dopo la vittoria contro il Pisa (terzo successo di fila) i biancoblù si sono ritrovati a soli 3 punti dalla zona Champions. Ora per i lariani un trittico di sfide importanti, per capire se davvero l'obiettivo potrà essere l'Europa: Bologna, Milan e Lazio in successione. Fabregas, a due giorni dal match contro i rossoblù, ha parlato in conferenza stampa, chiarendo proprio in merito alla possibile ambizione europea ma facendo il punto anche su diversi singoli.
Como-Bologna, parla Fabregas
Così il tecnico del Como ha presentato la sfida: "Il Bologna è una squadra di altissimo livello, guidata da un allenatore che trasmette grande energia. Mi aspetto diversi cambiamenti rispetto a ieri: hanno un organico costruito anche per affrontare l’Europa. I giocatori hanno valori molto simili tra loro e affrontare il Bologna rappresenta una prova impegnativa, per il loro modo di giocare e per come ti fanno giocare. Per noi sarà un test molto importante. Li apprezzo molto, così come il loro allenatore, Italiano. Al di là del risultato finale, che può essere vittoria o sconfitta, dal suo calcio moderno c’è sempre molto da imparare". Sulla classifica importante del suo Como: "Pressione? Dobbiamo stare con i piedi a terra, gestire il momento. Serve trovare equilibrio, anche quando si perde. Noi siamo focalizzati, che la gente dica ciò che vuole, ci dobbiamo abituare: ho visto criticare Messi e Maradona... Quindi è normale critichino me e la squadra".
E ancora: "Promessa in caso di piazzamento europeo? No, non ha senso di parlare di questo. So che abbiamo una partita molto importante, contro una squadra forte ed è questo l’unico pensiero che conta davvero. Tutto il resto sono parole che si perdono nel vento. In campo devi dimostrare di essere migliore. Guardo alla nostra squadra e vedo una crescita costante: i giovani e i singoli, da Nico a Perrone, stanno migliorando tutti. Più si cresce insieme e più partite di un certo livello si giocano, maggiore è la maturità che si acquisisce. Affrontare contesti diversi aiuta a migliorare: ora siamo più maturi ed è questo l’aspetto chiave. Imparare dai diversi stili di gioco e saper leggere gli avversari ci darà più chance di vincere".
Fabregas su Douvikas
Il tecnico si è soffermato anche su Douvikas, autore di una doppietta nell'ultima sfida col Pisa: "L’anno scorso, quando cercavamo un attaccante, c’erano tre nomi sul tavolo. Abbiamo scelto lui perché ovunque sia andato ha sempre segnato. In Spagna aveva movimenti diversi: è forte fisicamente e attacca bene la profondità, si intravedeva un grande margine di crescita. Guardando i suoi gol, si nota che sono marcature da vero centravanti. Sa interpretare le difficoltà dei difensori, capisce chi ha di fronte e intuisce il momento giusto per attaccare o venire incontro: la difficoltà iniziale qui è stata proprio questa seconda fase. Perché Hojlund o Lukaku hanno sempre fatto bene? Perché Lautaro è il migliore in Italia? Perché sanno esattamente cosa fare e possono essere devastanti".