Fabregas e il paragone con Allegri: “Champions contro D”. E svela un retroscena su Modric

Le dichiarazioni dell'allenatore del Como in conferenza stampa: i recuperi, il mercato e come affrontare il Milan
Fabregas e il paragone con Allegri: “Champions contro D”. E svela un retroscena su Modric

Il Sinigaglia si prepara a una notte speciale. Il Como torna al centro della scena ospitando il Milan di Allegri (qui le sue parole) nel recupero della sedicesima giornata di Serie A, una sfida dal sapore prestigioso che accende l’attesa in città. Alla vigilia del confronto, Cesc Fabregas ha preso la parola in conferenza stampa, ribadendo identità, ambizioni e spirito della sua squadra: nessun timore reverenziale, ma la volontà di misurarsi con una delle grandi del campionato restando fedeli alle proprie idee e continuando un percorso di crescita costruito giorno dopo giorno. Poi il tecnico ha fatto chiarezza sulle condizioni della squadra, sui recuperi e anche sul mercato.

Como-Milan, conferenza Fabregas

Fabregas ha spento qualsiasi paragone con il tecnico del Milan: "Domani la cosa più importante per me è la partita, in panchina sarà la Champions contro la Serie D. Allegri ha dimostrato tutto quello che è da allenatore, io non ho fatto niente e non c'è paragone. Ma noi domani dobbiamo andare a fare una bella prestazione, dobbiamo avere continuità del nostro gioco, continuare a crescere, è molto importante per noi. Il Milan ha giocatori impressionanti come Rabiot, Modric, Fofana, Pulisic... la lista è lunga. Noi dovremo essere il Como più forte se vogliamo vincere". Il Como, come l'Inter, ha segnato di più nell'ultima metà di gara. E Cesc ne ha parlato: "Noi l'anno scorso abbiamo perso tanti punti in quella fase di partita. Perché venivamo dalla Serie B in A dopo tanti anni. Tutte le grandi squadre non mollano, hanno sempre orgoglio, la mentalità del campione. È questo che provo a trasmettere di più nei ragazzi, fino alla fine. Lo dico sempre, anche prima del Bologna. La spinta, il coraggio, la personalità di un campione. Essere un campione non vuol dire vincere sempre. Chi si rialza più velocemente e riprova, arriva a quello che vuole fare. Noi abbiamo una squadra giovane, ma stanno iniziando a conoscersi. Chi entra dalla panchina fa la differenza. Una cosa per me molto importante. Tutti riconoscono che ok, sei triste perché non giochi, ma chi ti fa guadagnare punti è chi entra per 5 minuti e cambia la partita. Ci sono tante cose positive che si possono trovare".

Fabregas spegne il tema turnover

Sulla possibilità di vedere delle rotazioni viste le partite ravvicinate: "Non lo so, ci sono opportunità e giocatori che possono cambiare. Non ho deciso niente per domani. Ma la squadra deve capire il messaggio che domani la partita è molto importante per noi. Chi fa 10-20-90 minuti deve sempre fare la differenza". E poi sul Milan: "Cosa è cambiato rispetto allo scorso anno? Hanno cambiato la maniera di pressare, hanno giocatori dai profili diversi, Pulisic sta tornando ad essere il calciatore conosciuto al Chelsea. Per me però non è tanto importante, domani si deve vincere la partita, ovviamente con tattica. Dovremo giocare la nostra partita, godercela per il secondo anno in Serie A, far venire qua al Sinigaglia il Milan è un onore per noi, vogliamo fare il meglio della nostra gente. E continuare il nostro percorso".

 

 

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Il calciomercato e il futuro di Baturina

"Se serve qualcosa serve sul mercato? Credi che ne abbiamo bisogno (ride, ndr)?" - ha detto Fabregas. Poi ha proseguito: "Sugli esterni siamo andati in difficoltà? Sì, ma abbiamo vinto anche senza di loro. La testa deve fare click e andare oltre le difficoltà. La mentalità del campione è quello che vede se tutto è positivo. Questo mercato è difficile, noi siamo un gruppo giovane e che lavora molto, siamo molto convinti di quello che faccoamo. E per un allenatore e una società è importante avere la gente focalizzata sull'obiettivo. Dobbiamo essere attenti a questo. Se Da Cunha non gioca, sicuramente non è contento perché c'è Caqueret, Sergi Roberto, Perrone... se metti più gente, attenzione. Alcune volte è meglio essere meno ma tutti dentro, piuttosto che tanti e qualcuno si sente fuori".

Sul futuro di Baturina: "Leeds o altri club di Premier? In questo momento non c'è niente. Noi dobbiamo giocare domani, non ci fermiamo mai. Il mio obiettivo e focus è mentalizzare i ragazzi". Poi sulle condizioni della squadra: "Come stanno gli infortunati? Diao non è pronto, ha iniziato a correre e a fare palestra. Morata sta meglio, Goldaniga è già uscito in campo, ad Addai manca un po'... Per le prossime partite siamo chi siamo. Siamo in pochi e tutti sono dentro".

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L'amore per il Como e l'esempio Real

"Come spiego l'amore per questa piazza? È molto personale. Oggi magari sei molto coinvolto. E magari alla fine non va bene, si è visto con Xabi Alonso al Real. Dico di essere innamorato di tutto, della società e di Como, perché qua è tutto molto diverso. Stiamo lavorando con molta serenità, tantissima attenzione al dettaglio, come cullare un figlio. Non andrò da Suwarso per un nuovo contratto o per altro, io faccio questo con il cuore. È una cosa preziosa, bellissima. C'è un confronto bello con i tifosi, anche se non ci vado a parlare. Anche se sono sempre aperto. Ma sono molto tranquillo su questo. Non ci sono dipendenti che vanno a lavorare al Como e basta. C'è gente che ha abbandonato la famiglia per venire qui. C'è tutto" - ha spiegato Fabregas. 

"Se Nico Paz può essere un problema alcune volte in fase difensiva? Lo dici per coprire Modric, Fofana e Rabiot. Se lasci al Milan spazio e tranquillità, senza pressione... l'unica cosa che so per certo è che siamo una squadra che contro l'Udinese ha concesso un tiro. Due tiri contro il Bologna. Contro il Lecce pochissimo, contro il Pisa un po' di più perché abbiamo preso 3-4 contropiedi. Noi siamo aggressivi e concediamo molto poco. Le occasioni che concediamo sì, magari sono pericolose, ma è così. Bisogna essere sempre con il cuore a mille. Non vuoi correre rischi? Blocco basso, ma nessuno ti garantisce che così non concedi occasioni. Magari su cross, tocco di mano, rigore. La partita con la Roma? Non c'era Perrone, Nico era malato da 4 giorni, Diao così così... sono tante cose. Io non guardo solo una partita, ma cosa alla lunga ti dà di più. Poi vai con la tua idea, la tua mentalità. Noi cresciamo, la società cresce, è un processo. Noi abbiamo iniziato a spingere veramente due anni fa con continuità e un'idea chiara di partita in partita".

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Il messaggio contro il Milan e Modric

Dopo il ko con l'Inter, Fabregas ha detto che preferisce perdere con le sue idee. E lo ha ribadito anche in vista del big match contro il Milan: "Domani andrà avanti con le sue idee? Sì. A me nessuno può confermare che se domani andiamo a difenderci tutti in area non si può perdere questa partita. Ho visto tante squadre perdere e farsi attaccare costantemente perché molli. Oggi voglio andare a letto e mi chiedo: 'Come voglio perdere domani? Con paura o come vogliamo essere?'. Dopo gestisci le cose, con la tattica, ma per me sta tutto qua. Una squadra con una filosofia chiara, con lo stesso messaggio. E non perché giochi contro di loro devi avere paura. Il giocatore lo sente. Non ci sarebbe stabilità, inizierebbero a dire alcune cose. Se cambi piccoli dettagli ok, ma la mentalità deve essere la stessa".

Infine il tecnico del Como ha elogiato Modric: "Abbiamo giocato contro nella qualificazione di Champions League, io avevo 18 anni e lui 20 penso... poi Arsenal-Tottenham, Barcellona-Real. Lui è un fuoriclasse. Non lo conosco benissimo, mi hanno parlato di lui, ma la sua carriera parla da sola. Ancora oggi ti fa la differenza. Quando inizia a muoversi e ha tranquillità è il numero uno". Poi è ritornato sulla sfida citata nella qualificazione di Champions: "Quella volta me la ricordo perché ho fatto due gol. Ho abbastanza memoria. Già si sapeva che Modric avrebbe avuto una grande carriera. Se lo farò marcare a uomo? Ovvio".

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Il Sinigaglia si prepara a una notte speciale. Il Como torna al centro della scena ospitando il Milan di Allegri (qui le sue parole) nel recupero della sedicesima giornata di Serie A, una sfida dal sapore prestigioso che accende l’attesa in città. Alla vigilia del confronto, Cesc Fabregas ha preso la parola in conferenza stampa, ribadendo identità, ambizioni e spirito della sua squadra: nessun timore reverenziale, ma la volontà di misurarsi con una delle grandi del campionato restando fedeli alle proprie idee e continuando un percorso di crescita costruito giorno dopo giorno. Poi il tecnico ha fatto chiarezza sulle condizioni della squadra, sui recuperi e anche sul mercato.

Como-Milan, conferenza Fabregas

Fabregas ha spento qualsiasi paragone con il tecnico del Milan: "Domani la cosa più importante per me è la partita, in panchina sarà la Champions contro la Serie D. Allegri ha dimostrato tutto quello che è da allenatore, io non ho fatto niente e non c'è paragone. Ma noi domani dobbiamo andare a fare una bella prestazione, dobbiamo avere continuità del nostro gioco, continuare a crescere, è molto importante per noi. Il Milan ha giocatori impressionanti come Rabiot, Modric, Fofana, Pulisic... la lista è lunga. Noi dovremo essere il Como più forte se vogliamo vincere". Il Como, come l'Inter, ha segnato di più nell'ultima metà di gara. E Cesc ne ha parlato: "Noi l'anno scorso abbiamo perso tanti punti in quella fase di partita. Perché venivamo dalla Serie B in A dopo tanti anni. Tutte le grandi squadre non mollano, hanno sempre orgoglio, la mentalità del campione. È questo che provo a trasmettere di più nei ragazzi, fino alla fine. Lo dico sempre, anche prima del Bologna. La spinta, il coraggio, la personalità di un campione. Essere un campione non vuol dire vincere sempre. Chi si rialza più velocemente e riprova, arriva a quello che vuole fare. Noi abbiamo una squadra giovane, ma stanno iniziando a conoscersi. Chi entra dalla panchina fa la differenza. Una cosa per me molto importante. Tutti riconoscono che ok, sei triste perché non giochi, ma chi ti fa guadagnare punti è chi entra per 5 minuti e cambia la partita. Ci sono tante cose positive che si possono trovare".

Fabregas spegne il tema turnover

Sulla possibilità di vedere delle rotazioni viste le partite ravvicinate: "Non lo so, ci sono opportunità e giocatori che possono cambiare. Non ho deciso niente per domani. Ma la squadra deve capire il messaggio che domani la partita è molto importante per noi. Chi fa 10-20-90 minuti deve sempre fare la differenza". E poi sul Milan: "Cosa è cambiato rispetto allo scorso anno? Hanno cambiato la maniera di pressare, hanno giocatori dai profili diversi, Pulisic sta tornando ad essere il calciatore conosciuto al Chelsea. Per me però non è tanto importante, domani si deve vincere la partita, ovviamente con tattica. Dovremo giocare la nostra partita, godercela per il secondo anno in Serie A, far venire qua al Sinigaglia il Milan è un onore per noi, vogliamo fare il meglio della nostra gente. E continuare il nostro percorso".

 

 

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Fabregas e il paragone con Allegri: “Champions contro D”. E svela un retroscena su Modric
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Il messaggio contro il Milan e Modric