"Non abbiamo paura, ma tantissimo rispetto perché ne abbiamo parlato tra di noi, è una partita importantissima. Molto diversa. Si deve avere grande attenzione. Hanno fatto molto bene contro il Cagliari, anche in 10. È una squadra viva, che non molla. Dobbiamo stare attenti, iniziare forte, con la tensione e la fame giusta. Portando qualità e mentalità per la vittoria". Queste le parole di Cesc Fabregas, intervenuto in conferenza stampa per fare il punto sulla gara interna contro il Pisa di Oscar Hiljemark valida per la 30ª giornata di campionato e in programma alle ore 12.30 di domenica 22 marzo. Reduce da 4 vittorie consecutive, di cui l'ultima contro la Roma, il Como si presenta all'appuntamento con 54 punti che valgono il 4º posto con un vantaggio di una lunghezza sulla Juventus e 3 sui giallorossi. Quanto alle dirette concorrenti nella corsa Champions, le formazioni di Luciano Spalletti e Gian Piero Gasperini saranno impegnate lo stesso giorno rispettivamente alle ore 20.45 contro il Sassuolo allo Stadium e alle ore 18 contro il Lecce all'Olimpico. Così il tecnico dei lariani, la cui agenda prevede poi la trasferta di Udine del 6 aprile, che ha anzitutto ricordato la scomparsa di uno dei due patron del Como Michael Hartono: "Mi piacerebbe dire pubblicamente che abbiamo perso una persona molto importante, Michael Hartono, una persona e una famiglia che ha sempre dato tantissimo alla società, alla città. Un pensiero per lui. No, non l'ho mai conosciuto personalmente. Ho conosciuto i suoi figlio ma Michael no. Da Cunha? Ci sono delle partite che i tuoi giocatori devono fare la differenza, con la loro qualità. Struttura, lavoro, dinamiche, però sì... alla fine chi guadagna di più nel calcio è chi fa la differenza. Il Psg, il Real, il Barcellona hanno i migliori giocatori. E la sbloccano così. I nazionali? Io la prendo con tanta felicità. Quanti di più vanno, meglio. Significa che i giocatori stanno crescendo. L'unica cosa con Diao è stato tanto tempo fuori... ma per la società, i tifosi, dobbiamo essere molto orgogliosi. No, non mi disturba. Solo se oggi, domani e domenica siano più focalizzati sulle Nazionali. A livello mentale sì". Altrimenti no.
Fabregas: "Calcio mondo complesso. Serve rispetto"
"Diao? Preferisco non parlarne. Butez? Io penso sia preparato, dopo il CT decide. Vede tantissimo i giocatori e gli altri tre che vanno là sono preparati. Non sono male eh". Così invece su Caqueret, Da Cunha e Baturina: "Da Cunha fa un ruolo nuovo, ha una mentalità incredibile. Baturina bravo che sta facendo vedere quel che sa fare, Caqueret invece più pronto e maturo già, è un giocatore validissimo. Molto forte a livello qualitativo, intelligente, sono molto contento. Il centravanti nel secondo tempo? Non è una sperimentazione. Stai seguendo un piano di gara e vedi che succede. Poi se inizia o meno Douvikas, è un giocatore di grande valore e può cambiare la dinamica di gioco. Non c'è solo una risposta. Douvikas ha giocato anche altre partite e non ha segnato. Non possiamo essere veggenti per questo. Poi è entrato benissimo, come Diao ed Jesus Rodriguez. Anche Van der Brempt gli ultimi 5-10 minuti ti ha fatto guadagnare spazio e tempo. Per me la cosa più importante è l'idea. Il rapporto con gli altri allenatori? È un mondo un po' complesso, direi. Quasi tutti gli allenatori sono faccia della società. Quando guardo la Premier e Arteta, ogni due giorni fanno la conferenza stampa e dico: 'Mamma mia, sono sempre in tv a parlare'. Questo ovviamente ti fa capire chi è più esperto di altri per come parla, però sono tantissimi punti di vista. Non so, alcune volte noi facciamo 50 minuti. Se ti piace o meno chissà... alcune volte posso anche essere penalizzato, quando parli troppo soprattutto. Ma lo faccio con naturalezza. Penso però che il rapporto debba sostenersi sul rispetto. C'è sempre tanta gente che attende cosa dirà l'allenatore. Meglio parlare della partita che di altro per me".

Fabregas: "Prossimo step portare più italiani"
"Con la Roma una partitona, quando la vedi e la rivedi, ma per noi è noioso venire e spiegare cosa? Poi il tema più importante per voi come giornalisti è un altro. Magari dici due parole che ti piacciono sentire dopo la partita, questo è quello che fa un allenatore. L’età media? Ognuno fa il suo mercato. Io dico che siamo giovani e parlo di quanto lo siamo dentro nel minutaggio, quasi si raddoppia a livello Under 23. Non entra Vigorito? Non sono in campo tanto ma dietro le quinte ti danno tanto. Nei top 12 sono tutti ragazzi. Si dice che qui non ci sono italiani? È vero. Normalmente ci sono 22-23 anni di media età qui. Poi il prossimo step è provare a portare più italiani. Diao? Io mi aspetto un Diao cresciuto. L'ho visto meglio. Poi quando lo vedi a giocare così come contro la Roma o attaccare lo spazio, quando fa gol... è difficile dire per noi 'quanto lo facciamo giocare?'. Però dobbiamo stare attenti in questo momento. Lo vogliamo al massimo delle sue possibilità... ma è un giocatore di 20 anni. La situazione che ha vissuto nell'ultimo periodo l'ha fatto forte di testa. Giochiamo tanto, non ci si può allenare molto. Alla vigilia abbiamo un momento per preparare le cose, per vedere i dettagli. Magari tendo una trappola per non far capire chi giocherà. Questo dipende dal tempo che abbiamo per preparare la partita bene".