Palladino-Fiorentina: i retroscena, l'ombra Atalanta e i nomi a sorpresa per il futuro

Non solo divergenze dietro le dimissioni del tecnico: la società di Commisso spiazzata, tradita e arrabbiata si sta guardando attorno per trovare un sostituto

FIRENZE - Raffaele Palladino non è più l'allenatore della Fiorentina: il tecnico ieri ha comunicato alla dirigenza le sue dimissioni. Che ancora devono essere messe nero su bianco, magari con un incontro nelle prossime ore, ma che non hanno margine di rientro, tanto che la Fiorentina si sta già guardando intorno.

Palladino, fulmine a ciel sereno

Un fulmine a ciel sereno in casa viola, dopo che quattro giorni fa il tecnico si era presentato alla stampa nel post gara di Udine con la certezza di chi tra il lunedì e il martedì dopo avrebbe programmato con dirigenti e staff la prossima stagione a partire dalla decisione sui riscatti dei tanti prestiti, e dopo che un giorno prima la società gli aveva ribadito pubblicamente, in conferenza stampa, la propria stima, tanto che il presidente Rocco Commisso lo aveva definito "come un figlio".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Fiorentina

Poca sintonia con Goretti

Con la notizia che si spargeva proprio mentre la Fiorentina sul suo sito annunciava serena il rinnovo del direttore tecnico Roberto Goretti per altri due anni e uno degli stretti collaboratori di Palladino, Federico Peluso, sui social festeggiava la fine della stagione con la vittoria e dava appuntamento alla prossima, verosimilmente in viola. Lunedì scorso tecnico e dirigenti, in effetti, si erano incontrati per una prima programmazione, una prima scrematura della rosa e nulla lasciava presagire che ci fossero motivi per lasciare, almeno secondo il club. Ma qualcosa, proprio in quell'incontro, non deve essere tornato al tecnico. E a freddo certi malumori e la poca sintonia col ds sono tornati fuori, dopo un anno a schivare le critiche in prima persona, senza tirarsi indietro neanche di fronte alla contestazione della curva dopo le gare vinte con Bologna e Udinese. Che avrà avuto comunque il suo peso, insieme però alla mancanza di presupposti per andare avanti.

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Il perché dell'addio e i nomi per il post

Anche se tra divergenze con la dirigenza e pressioni della piazza potrebbe esserci un'altra squadra e tutto porterebbe all'Atalanta che proprio qualche ora prima aveva ufficializzato l'addio di Gasperini: Palladino da sempre era stato indicato come l'erede naturale. La Fiorentina, molto arrabbiata e indispettita dalle dimissioni, se non altro per la tempistica, in attesa di mosse ufficiali si guarda intorno. Per il possibile successore l’elenco spazia tra i nomi di giovani sempre seguiti da Pradè ma che poco scaldano la piazza, Daniele De Rossi (che già in passato voleva portare a Firenze) e Alberto Gilardino al quale verrebbe affidata la rinascita viola di Albert Gudmundsson in caso di riscatto, fino a profili più esperti come Stefano Pioli, che in Arabia ha ancora un anno di contratto ma di fronte ad un progetto intrigante non chiuderebbe a un ritorno in serie A; o ancora l’ex viola in uscita dal Torino Vanoli e l’ex Ajax Francesco Farioli che dopo aver girato mezza Europa potrebbe gradire il ritorno a casa, in Toscana. Un altro profilo gradito al club è anche Marco Baroni, sempre più vicino però al Torino, così come il nome più suggestivo e gradito alla piazza più che alla dirigenza, Maurizio Sarri, sembra ad un passo dal ritorno alla Lazio.  

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FIRENZE - Raffaele Palladino non è più l'allenatore della Fiorentina: il tecnico ieri ha comunicato alla dirigenza le sue dimissioni. Che ancora devono essere messe nero su bianco, magari con un incontro nelle prossime ore, ma che non hanno margine di rientro, tanto che la Fiorentina si sta già guardando intorno.

Palladino, fulmine a ciel sereno

Un fulmine a ciel sereno in casa viola, dopo che quattro giorni fa il tecnico si era presentato alla stampa nel post gara di Udine con la certezza di chi tra il lunedì e il martedì dopo avrebbe programmato con dirigenti e staff la prossima stagione a partire dalla decisione sui riscatti dei tanti prestiti, e dopo che un giorno prima la società gli aveva ribadito pubblicamente, in conferenza stampa, la propria stima, tanto che il presidente Rocco Commisso lo aveva definito "come un figlio".

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