C'è un altro tassello che va a comporre la nuova Fiorentina targata Fabio Grosso. In attesa dell'ufficialità, prevista nei prossimi giorni, il club viola ha individuato in Claudio Filippi il nuovo preparatore dei portieri, affidando un ruolo chiave a uno dei professionisti più stimati del panorama calcistico italiano. Una scelta che racconta ambizione ed esperienza: dopo aver lavorato per anni al fianco di Massimiliano Allegri tra Juventus e Milan, il tecnico romano ha deciso di intraprendere una nuova avventura a Firenze, accettando la proposta del direttore sportivo Fabio Paratici (qui le sue parole). Non solo: nell'organigramma viola entrerà anche Niccolò Orlandini, ex Milan, che assumerà l'incarico di segretario del settore scouting. Un doppio innesto che conferma la volontà della società di rafforzare ogni area del club in vista della prossima stagione.
Filippi, una carriera costruita tra eccellenza e innovazione
A 61 anni, Claudio Filippi rappresenta una delle figure più autorevoli nel mondo della preparazione dei portieri. Dopo quindici stagioni alla Juventus, dove ha ricoperto prima il ruolo di responsabile dei preparatori dei portieri e successivamente quello di coordinatore del settore giovanile, nella scorsa stagione aveva raggiunto nuovamente Allegri al Milan. Ora, però, la scelta di non seguire il tecnico livornese al Napoli e di sposare il progetto Fiorentina.

La sua reputazione si è costruita nel corso di una lunga carriera caratterizzata da competenza e innovazione. Diplomato all'Isef e formatosi anche nel laboratorio del Foro Italico sotto la guida del professor Angelo Manoni, luminare della biomeccanica, Filippi ha sviluppato un approccio scientifico alla preparazione atletica che negli anni è diventato un punto di riferimento per molti colleghi. Dopo gli inizi come portiere in Serie D, il suo percorso da preparatore è decollato nel 1997 alla Fidelis Andria. Il salto di qualità è arrivato nel 2000 con il Chievo, prima delle successive esperienze con Roma, Siena e Parma che lo hanno portato nel 2010 alla Juventus, chiamato da Luigi Delneri.
Da Buffon a Szczesny: ora il compito di blindare la porta viola
Il nome di Filippi è legato a quello di alcuni dei migliori portieri dell'ultimo ventennio. Per dieci anni ha lavorato a stretto contatto con Buffon, contribuendo a prolungarne la carriera ai massimi livelli fino a 45 anni. Lo stesso ex capitano della Nazionale lo ha più volte indicato come una figura fondamentale nel proprio percorso professionale. Ma non c'è soltanto Buffon nel curriculum del preparatore romano. Sotto la sua guida sono cresciuti e si sono affermati anche Szczesny, Neto, Storari e Perin. Ovunque abbia lavorato, Filippi si è distinto per la capacità di creare un gruppo compatto tra portieri e collaboratori, favorendo un clima di collaborazione e crescita reciproca. Alla Fiorentina lo attende ora una nuova sfida: garantire solidità e sicurezza al reparto più delicato della squadra. Che il futuro tra i pali sia ancora affidato a De Gea o a un nuovo profilo scelto dal mercato, la società viola ha deciso di partire da una certezza. E quella certezza porta il nome di Claudio Filippi.