La prestazione di Masini e Frendrup contro la Roma
"La Roma è una squadra che fa un gioco particolare. I centrocampisti si abbassano molto e a giocare al posto dei difensori quando sono in costruzione e la pressione non è di dieci metri ma molto più lontano. Sapevo che Masini e Frendrup hanno la capacità di pressare a 30 metri senza abbassare l’intensità. Ciò non vuol dire che quando dovremo giocare la palla loro due non giocheranno. Entrambi in allenamento si fermano a preparare la loro parte meno forte".
Il rapporto fra De Rossi e la squadra
"Mi piace molto di essere me stesso, mi piace essere vicino ai giocatori. Non sono uno di quegli allenatori che va lì a disturbarli, che va lì a vedere che succede, che mette l'orecchio o che chiede a qualcuno di sentire quello che dicono. Non voglio sapere perché da calciatore odiavo questo tipo di allenatori però cerco di essere vicino a quelle che sono le necessità dei giocatori per un semplice motivo: perché poi quando vanno in campo fanno di più di quello che chiedo, La mia vicinanza, la mia apertura, la mia amicizia esiste perché loro in campo sono professionisti migliori di quanto un allenatore possa mai sperare e questo vale per l'allenamento, vale per la risoluzione di qualche problema che si crea, vale per l'attenzione nelle preparazioni tattiche. Quindi poi dopo io mi metto nei loro panni e faccio la scaletta dei giorni liberi durante la sosta e gli do quei due giorni in più che magari un altro allenatore non dà perché pensa che poi il giocatore con due giorni liberi in più possa fare questa cosa. Io credo nel recupero e soprattutto credo in questi giocatori qui e so che dare a loro mi farà tornare indietro qualcosa che sarà molto utile sul campo".