© /Agenzia Aldo Liverani sasGrande familiarità: è quella che restituiscono le chat di alcuni tesserati dell’Inter, ma anche di Milan e Monza, con Giuseppe Caminiti, l’uomo dei parcheggi di San Siro. Le conversazioni, rivelate da Repubblica e dal Tg3, emergono dall’analisi degli inquirenti sul cellulare di Caminiti. 54 anni, originario di Taurianova, detto “Pino”, gestiva dal 2019 i posti auto del Meazza, grazie a un mix ancora da chiarire di accordi e minacce, insieme al concessionario G.Z., titolare della “Kiss & Fly”. Una figura centrale nel sottobosco dello stadio, il cui compito era fare da trait d’union tra gli interessi dell’imprenditoria e i profitti della Curva Nord, a cui “Pino” avrebbe corrisposto corposi assegni annuali: un ruolo garantitogli dalla vicinanza a Giuseppe Calabrò, detto “U dutturicchiu”, considerato legato alla ‘ndrangheta.
E grazie al quale Caminiti - arrestato nel blitz del 30 settembre e poi raggiunto in carcere da un’ordinanza di custodia cautelare per l’omicidio nel 1992 di Fausto Borgioli, legato a Francis Turatello - avrebbe intrattenuto rapporti privilegiati con tanti protagonisti del calcio. «Mi hai sempre dato una mano, cercherò sempre di farti un favore», scrive per esempio Tommaso Inzaghi, procuratore e figlio dell’allenatore interista Simone.
