© www.imagephotoagency.itMILANO - I numeri sono impietosi: senza gol quasi da tre mesi e mezzo. E' il bottino sempre meno ricco di Stevan Jovetic ancora fermo alla doppietta di Modena nel 2-1 col Carpi che ha permesso all'Inter di issarsi in testa alla classifica dopo due giornate. Era il 30 agosto. Tredici giornate dopo, a metà dicembre, i nerazzurri sono ancora in vetta grazie al contro-sorpasso operato ai danni del Napoli nell'ultimo turno di campionato. E il montenegrino è ancora bloccato a quota tre gol: la doppietta del Braglia e l'1-0 all'Atalanta all'esordio.
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A DIGIUNO - All'interno di queste cifre però c'è il paradosso di un calciatore che continua a essere l'elemento più pericoloso dell'attacco nerazzurro. Non a caso alla Pinetina non c'è preoccupazione intorno all'ex di Fiorentina e City. Jovetic è in buone condizioni fisiche e sta assolvendo alle mansioni richieste da Mancini. Il numero 10 è spesso chiamato ad arretrare sulla trequarti per aprire spazi ai compagni d'attacco. Esemplare il movimento che compie frequentemente nel corso della partita: rientra, si fa dare palla, temporeggia, finta, dribbla e scarica verso un compagno in area di rigore oppure rifinisce un triangolo. Le classiche giocate necessarie a creare la superiorità numerica a beneficio degli altri attaccanti. Dietro l'esplosione di Ljajic nelle ultime giornate ci sono anche i suggerimenti di Jovetic.