© Marco CanonieroMILANO - Senza Marcelo Brozovic e Lautaro Martinez, tra le (poche) certezze dell’Inter nella delicatissima partita con il Genoa c’è Romelu Lukaku. Sabato toccherà a lui provare a emulare Cristiano Ronaldo, ieri protagonista assoluto nel 2-1 della Juve a Genova con la Samp. Obiettivo dell’Inter tutta è ritrovare quella vittoria che manca dal primo dicembre (2-1 alla Spal) per chiudere il 2019 in testa al campionato a braccetto con i bianconeri. Se Antonio Conte non vince da tre gare (Champions compresa), è anche per gli errori sotto porta di “Big Rom”. Clamorosi soprattutto quelli col Barça nonché l’occasionissima sprecata a Firenze, quando il centravanti, dopo essersi liberato di Pezzella, ha tirato al bersaglio grosso centrando Dragowski, errore costato due punti all’ormai ex capolista anche alla luce del pasticcio combinato da Godin e soprattutto da Skriniar sul gong che ha portato al gol di Vlahovic.
Il centravanti è tra le vittime illustri del tour de force a cui è stata costretta l’Inter per assenza di alternative. Un suo vice - a dire il vero - non c’è mai stato (scelta, quella del club, mai condivisa da Conte), ma se Alexis Sanchez non si fosse fatto male, Martinez avrebbe potuto giocare al posto del belga con il Niño Maravilla ad affiancarlo. Invece Lukaku ha sempre giocato e, soltanto nell’ultima tranche di stagione post-Nazionali, dal 23 novembre (Torino-Inter) al 15 dicembre (Fiorentina-Inter) ha disputato sei partite filate tra campionato e Champions accumulando fatica fisica e pure mentale, visto il dispendio che hanno portato le due gare di Coppa a Praga e a San Siro con il Barcellona.