© Inter via Getty ImagesTORINO - Altra situazione complicata per il gruppo Suning, di cui Zhang Jindong (proprietario dell’Inter) è tra i principali azionisti. Evergrande - che recentemente ha accumulato 330 miliardi di dollari di passività - ha infatti chiesto il riconoscimento dei colloqui di ristrutturazione in corso a Hong Kong, nelle Isole Cayman e nelle Isole Vergini britanniche. Un'istanza che arriva nella preoccupazione che i problemi nel settore immobiliare cinese possano diffondersi ad altre parti dell’economia dI Pechino, in cui rallenta la crescita del pil. Per questo, pure la salute di Country Garden, il più grande promotore immobiliare privato della Cina, sta preoccupando gli investitori, a seguito del mancato pagamento di alcuni interessi questo mese.
Il legame con l'Inter
Si tratta appunto di una questione che riguarda da molto vicino la proprietà dell'Inter, visto nel 2017 Zhang Jindong aveva anticipato a Evergrande capitali per un ammontare di 20 miliardi di yuan (circa 2,6 miliardi di euro). Grazie a questo supporto (e quello di altri gruppi privati cinesi), la società aveva raccolto complessivamente 130 miliardi di yuan (circa 16,65 miliardi di euro), con la promessa che nel caso in cui la quotazione in borsa delle azioni di classe A di Evergrande Real Estate non si fosse concretizzata, a quel punto gli investimenti sarebbero stati ripagati entro marzo 2021. Tuttavia, la società ha chiarito - attraverso una nota inviata da Evergrande alla Borsa di Hong Kong, dove i titoli sono sospesi dalle contrattazioni da lungo tempo - "che la società sta portando avanti la sua ristrutturazione del debito offshore come previsto. L'istanza (ex capitolo 15 depositata a Manhattan, a New York, ndr) è una normale procedura di ristrutturazione del debito offshore e non comporta istanza di fallimento".