Inzaghi, l’Inter trema! L’addio e il mercato folle dell’Al Hilal: Osimhen, Theo Hernandez ed Ederson

Oggi l’incontro con l’allenatore: i tanti paletti posti dal club sembrano fissati per favorire la separazione
Inzaghi, l’Inter trema! L’addio e il mercato folle dell’Al Hilal: Osimhen, Theo Hernandez ed Ederson
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Per l’Inter è il giorno della verità. Simone Inzaghi è atteso in sede per incontrare Beppe Marotta, Piero Ausilio e Dario Baccin e non è dato a sapersi se dal conclave nerazzurro uscirà con il rinnovo oppure dopo aver sancito la sua separazione dal club. Il vento rispetto a ieri non è cambiato e porta all’addio dell’allenatore per almeno tre buoni motivi: il primo è legato al fatto che Inzaghi avverta come sottostimato il lavoro da lui fatto in questi anni all’Inter; il secondo - ben più importante - è legato alle carte che metterà sul piatto la società, con paletti importanti e forse insuperabili per trovare un punto di incontro.

Il rinnovo e il mercato

In primis il rinnovo: per l’Inter dovrà essere annuale (l’attuale accordo scade nel giugno 2026 e Marotta non intende mai partire con l’allenatore in scadenza) alle stesse cifre previste dal contratto in essere. Altro punto dolente quello legato al mercato: non sono previste né rifondazioni, tanto meno rivoluzioni: la rosa verrà ringiovanita ma l’ossatura - compreso il sistema tattico con la difesa a tre - non verrà toccata. Oaktree ha già avallato gli acquisti di Sucic e Luis Henrique (entrambi partiranno con la squadra per gli Stati Uniti) e la stella polare da seguire sul mercato sarà quella di giocatori giovani con ingaggi sostenibili e prezzi dei cartellini non esorbitanti. Ultimo punto dolente è legato alle perplessità di chi dirige l’area tecnica sulla preparazione atletica: è escluso che Inzaghi possa sfiduciare qualche membro del suo storico staff ma chiaramente arriverà all’allenatore la richiesta di porre dei correttivi, a fronte dei 12 punti persi in campionato da situazioni di svantaggio e dei troppi gol incassati nei finali di partita.

 

 

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Inter-Inzaghi, il paradosso

Gli argomenti su cui trovare una sintesi - come si può ben capire - non mancano e, a differenza degli anni scorsi, quando Inzaghi aveva accettato sempre compromessi al ribasso (dopo lo scudetto della seconda stella arrivò un rinnovo di un solo anno e dopo la finale di Champions a Istanbul, venne venduta metà squadra a fronte della richiesta di tenere tutti) stavolta - oltre alla ricca offerta dell’Al-Hilal - da parte dell’allenatore c’è l’aspettativa di avere ben altra voce in capitolo sulle scelte che verranno fatte soprattutto per il potenziamento della rosa. Il paradosso che si è creato, prevede che l’Inter, a fronte dei paletti messi, attenda comunque che sia Inzaghi a prendere una decisione e quindi - di riflesso - si assuma la responsabilità di un eventuale divorzio.

Contattato Fabregas, Chivu e De Zerbi le alternative

Considerato che la partenza per il Mondiale per club è alle porte (quelle settimane saranno utilizzate anche per provare soluzioni tattiche in vista della prossima stagione), l’Inter non vuole farsi trovare impreparata in caso di rottura e avrebbe già contattato Cesc Fabregas. L’allenatore del Como ha detto no a Bayer Leverkusen e Roma ma è convinzione comune in seno al club nerazzurro che non farebbe altrettanto con l’Inter: Fabregas piace perché sa plasmare i giovani, ha giocato con la difesa a tre ed è un profilo dal respiro internazionale. Alternative sono rimaste Cristian Chivu e Roberto De Zerbi, quest’ultimo da sempre un pallino del ds Piero Ausilio. Il primo è un prodotto Inter, ha chiuso la stagione giocando con il 3-5-2 e sarebbe accolto con favore dai tifosi, De Zerbi a Marsiglia ha chiuso con il 3-4-2-1 ed è un predestinato, anche se andrebbero smussati alcuni tratti del suo carattere ma all’Inter, nel caso, sono convinti di riuscirci.

 

 

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Simone all’Al Hilal?

Gli arabi friggono. E non certo perché oggi le temperature massime a Riad supereranno i 40 gradi. Le fughe in avanti delle ultime settimane da parte dei media locali si sono rivelate tali perché - come invece più volte sottolineato alle nostre latitudini - la firma di Simone Inzaghi sul contratto con l’Al-Hilal non c’è ancora. La decisione sarà presa dall’allenatore soltanto dopo l’incontro con Beppe Marotta, Piero Ausilio e Dario Baccin fissato per oggi in sede all’Inter e, in tal senso, resta in piedi pure l’idea che Inzaghi possa anche prendersi un anno sabbatico, come fatto da Massimiliano Allegri, per staccare la spina dopo il quadriennio nel frullatore nerazzurro. L’Arabia un po’ lo sarebbe anche perché a quelle latitudini non si respirano certamente le tensioni del nostro calcio. In più Inzaghi verrebbe ricoperto d’oro, considerato che l’offerta consegnatagli direttamente da Fahad bin Nafel, presidente del club saudita, è di quelle da far tremare i polsi, ovvero un biennale con opzione per il terzo anno a 25 milioni a stagione, una pioggia di soldi che andrebbe anche allo staff di Inzaghi, a cui Simone è legatissimo (un fattore che potrebbe essere determinante nelle sue scelte).

Inzaghi, blitz della moglie in Arabia

A mettere un po’ di pepe nel menù, il fatto che il figlio Tommaso - facendo parte della scuderia di Federico Pastorello - è tra gli intermediari del maxi-affare e che Gaia Lucariello, moglie dell’allenatore, abbia fatto un blitz in Arabia per capire la realtà dove andrebbe a vivere la famiglia e visitare l’American International School dove verrebbero iscritti Lorenzo e Andrea i due figli avuti dall’unione con Inzaghi. Gli arabi hanno scelto lui per sostituire Jorge Jesus e tengono in salamoia Marco Silva, in uscita dal Fulham, come alternativa.

 

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Osimhen, Theo ed Ederson nel mirino

Inzaghi però rappresenta per distacco il piano A perché assicurarsi l’allenatore vice campione d’Europa per gli arabi sarebbe il volano su cui costruire una squadra da sogno con Victor Osimhen, Theo Hernandez ed Ederson come obiettivi primari. Per il centravanti gli arabi sarebbero pronti a versare i 75 milioni di clausola rescissoria chiesti dal Napoli (il Galatasaray vorrebbe provare a trattenerlo in Turchia, ma non possiede evidentemente le risorse per accontentare De Laurentiis), mentre il Milan - nonostante Theo Hernandez abbia il contratto in scadenza nel giugno prossimo - valuta il laterale mancino 30 milioni. Nel mazzo - dopo i no di Barella (dopo un primo abboccamento la strada è finita presto in un binario morto) e Bruno Fernandes - c’è pure l’idea di prendere un centrocampista e in primavera in tal senso sono stati presi contatti pure per l’atalantino Ederson.

Al Mondiale contro il Real

La fretta degli arabi per Inzaghi è motivata anche dalla necessità di avere il nuovo allenatore e tutta l’argenteria già pronta per il Mondiale per club dove l’Al-Hilal farà il suo esordio il 18 giugno contro il Real Madrid (nel girone ci sono pure il Salisburgo e i messicani del Pachuca). Quasi superfluo sottolineare come pure a livello mediatico presentarsi con Inzaghi sarebbe un colpo sensazionale proprio in vista della straordinaria vetrina che darà la nuova competizione per club fortissimamente voluta dalla Fifa. Va infine ricordato come nell’ultima Saudi Pro League la squadra di Riad si sia piazzata al secondo posto alle spalle dell’Al-Ittihad Club di Gedda che ha chiuso l’annata realizzando il “double”, visto che venerdì ha conquistato pure la Kings Cup grazie alla doppietta di Benzema nel 3-1 all’Al Qassiah.

 

 

 

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Per l’Inter è il giorno della verità. Simone Inzaghi è atteso in sede per incontrare Beppe Marotta, Piero Ausilio e Dario Baccin e non è dato a sapersi se dal conclave nerazzurro uscirà con il rinnovo oppure dopo aver sancito la sua separazione dal club. Il vento rispetto a ieri non è cambiato e porta all’addio dell’allenatore per almeno tre buoni motivi: il primo è legato al fatto che Inzaghi avverta come sottostimato il lavoro da lui fatto in questi anni all’Inter; il secondo - ben più importante - è legato alle carte che metterà sul piatto la società, con paletti importanti e forse insuperabili per trovare un punto di incontro.

Il rinnovo e il mercato

In primis il rinnovo: per l’Inter dovrà essere annuale (l’attuale accordo scade nel giugno 2026 e Marotta non intende mai partire con l’allenatore in scadenza) alle stesse cifre previste dal contratto in essere. Altro punto dolente quello legato al mercato: non sono previste né rifondazioni, tanto meno rivoluzioni: la rosa verrà ringiovanita ma l’ossatura - compreso il sistema tattico con la difesa a tre - non verrà toccata. Oaktree ha già avallato gli acquisti di Sucic e Luis Henrique (entrambi partiranno con la squadra per gli Stati Uniti) e la stella polare da seguire sul mercato sarà quella di giocatori giovani con ingaggi sostenibili e prezzi dei cartellini non esorbitanti. Ultimo punto dolente è legato alle perplessità di chi dirige l’area tecnica sulla preparazione atletica: è escluso che Inzaghi possa sfiduciare qualche membro del suo storico staff ma chiaramente arriverà all’allenatore la richiesta di porre dei correttivi, a fronte dei 12 punti persi in campionato da situazioni di svantaggio e dei troppi gol incassati nei finali di partita.

 

 

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