MILANO - C ’era un vecchio spot che recitava lo slogan, "una telefonata allunga la vita". Per Yann Bisseck - e pure per il club nerazzurro - potrebbero avere un significato simile gli ultimi 135 minuti giocati dal tedesco. Quelli vissuti fra il secondo tempo di Union Saint-Gilloise il 21 ottobre in Champions e l’intero match contro la Fiorentina mercoledì sera. Due partite in cui Chivu lo ha utilizzato da centrale delle retroguardia a tre. Non più braccetto - come nel primo tempo contro i belgi -, ma in mezzo, lì dove da anni si alternano Acerbi e De Vrij; lì dove la prossima estate la dirigenza nerazzurra dovrà trovare almeno un nuovo giocatore visto che i due totem hanno il contratto in scadenza il 30 giugno 2026. Bisseck nella ripresa contro l’Union e contro la Fiorentina di Kean (perso di vista solamente in un’occasione) è stato pressoché perfetto, dimostrando che potrebbe dire la sua in quel ruolo, cambiando, o meglio, modificando magari, le strategie del club.
L'Inter ha trovato il nuovo centrale di difesa
Se finora il 24enne tedesco non ha mai giocato con continuità da centrale - Simone Inzaghi lo aveva testato in quel ruolo in paio di circostanze senza però dare seguito alle prove -, è perché ha sempre dato la sensazione di essere troppo “offensivo” per quella posizione, oltre a commettere errori, tecnici e non solo, che hanno finito anche per pesare sull’andamento della stagione ’24-25 (come non ricordare il fallo di mano nel recupero di Inter-Lazio alla penultima giornata?). Nelle suddette due prove, però, Bisseck è sembrato più a fuoco. Come se il ruolo di centrale puro lo “costringesse” a giocare con maggiore concentrazione. E forse in quella posizione ha meno compiti da seguire rispetto a quando deve giostrare da braccetto: "Sono contento, ho sempre pensato che potrebbe fare il centrale - ha spiegato Chivu dopo la partita con i viola -. Bisseck centrale non è un esperimento per me, nel mio modo di interpretare e vedere il calcio è un giocatore completo, può fare sia il terzo che il centrale. Ha margini di miglioramento". E una velocità che manca negli altri interpreti del reparto che potrebbe permettere a Chivu di giocare con una linea più alta, condizione necessaria per cominciare il pressing da una zona del campo più vicina all’area avversaria.
Inter, le mosse in difesa
Come scritto, se Bisseck dovesse scalare le posizioni e ritrovare con maggiore persistenza una maglia da titolare, anche da centrale - per altro nelle scorse settimane in Germania aveva ipotizzato una sua richiesta di cessione per trovare maggiore spazio da gennaio in chiave nazionale e Mondiale -, l'Inter avrebbe già risolto metà del lavoro per l'estate 2026, quando dovrà inevitabilmente inserire un nuovo difensore nel reparto, in virtù dei probabili addii di Acerbi e De Vrij (e magari pure Darmian). Il sogno, come raccontato su "Tuttosport" del 14 ottobre, è Guehi del Crystal Palace e della nazionale inglese, in scadenza di contratto a giugno, ma la concorrenza - Liverpool su tutti - è altissima. Con Akanji, Bisseck promosso titolare e Bastoni, l'Inter potrebbe anche ragionare su un investimento diverso, in prospettiva come il 21enne Joel Ordonez del Club Bruges, da inserire gradualmente nell'undici di base; o un giocatore come Oumar Solet dell'Udinese (classe 2000), utile in tutti e tre i ruoli della difesa.
