Chivu prepara la rivoluzione Inter: cambio modulo e nuovi volti, Ausilio si muove sul mercato

Il tecnico nerazzurro per il futuro accarezza l’idea di passare a quattro dietro per schierare il tridente. Il gialloblù è ritenuto l’uomo giusto per il cambio

Per fortuna di Cristian Chivu e dell’Inter, i gol in questo avvio di stagione non sono un problema e neanche il rendimento degli attaccanti: Lautaro Martinez ha già segnato 8 reti, Marcus Thuram 5, Ange-Yoan Bonny 4 e Pio Esposito 2. C’è di che sorridere. Però, come logico che sia, la dirigenza nerazzurra non si ferma ai quattro moschettieri attualmente a disposizione. Oggi Chivu veleggia in testa alle classifiche di Serie A e Champions League con l’usato sicuro del 3-5-2, riveduto e corretto in alcuni aspetti, ma non si è distaccato dal gioco con una coppia d’attacco. E, salvo rari casi - vedi il tentativo di rimonta con l’Udinese - non ha mai schierato tre attaccanti insieme. A volte ha terminato alcune partite col 3-4-2-1, ma con uno o due centrocampisti alle spalle di una punta. Il progetto estivo di un sistema diverso, il 3-4-2-1 appunto, però, è solamente risposto in un cassetto e non solo per il mancato arrivo di Lookman (oggi non più un obiettivo della società). Chivu non esclude in futuro di poter plasmare la sua Inter in maniera diversa e chissà, un domani (stagione '26-27?) potrebbe anche passare alla difesa a quattro con Akanji e Bastoni centrali e proporre un 4-3-2-1 o 4-3-3. Per quello, però, servirebbe anche un attaccante diverso, con caratteristiche simili al nigeriano dell’Atalanta. Gli osservatori di Ausilio e Baccin in ottica mercato estate 2026 stanno valutando diversi profili in Europa, ma c’è un giocatore che ha rubato l’occhio nei suoi primi mesi in Italia e si tratta di Giovane del Verona.

Oggi il Verona lo valuta fra i 10 e i 15 milioni

Due domeniche fa, dopo il successo dei nerazzurri al Bentegodi in cui il 21enne brasiliano ha segnato il suo primo gol in Serie A, Chivu aveva fatto di persona i complimenti al ragazzo; poi di lui hanno parlato in più di un’occasione lo stesso Ausilio e il suo nuovo agente, Beppe Riso. Per altro, Giovane dopo la partita con l’Inter è stato proprio a Milano un paio di giorni e ha cenato con un suo amico di vecchia data, Carlos Augusto. L’Inter, insomma, a Giovane ci sta pensando, anche per un prezzo che potrebbe essere interessante: oggi il Verona lo valuta fra i 10 e i 15 milioni, ma a fine campionato, se il giocatore - arrivato a parametro zero e con un contratto fino al 2029 - continuerà a migliorare, potrebbe arrivare intorno ai 20. Il brasiliano ovviamente non ha colpito solo i nerazzurri e Riso ha già parlato di lui con più club, dal Milan (Moncada era in tribuna per Como-Verona del 29 ottobre) all’Atalanta (come erede proprio di Lookman), passando per la Roma. L'Inter però c'è, soprattutto perché in organico continua a mancare un attaccante con caratteristiche come Giovane. I quattro a disposizione di Chivu sono ottimi giocatori, tutti abbinabili e interscambiali nel gioco delle coppie, ma probabilmente nessuno ideale in un 3-4-2-1 o in un ipotetico tridente.

Ha una grande dote

Giovane, che a Verona gioca con Orban nel 3-5-2, è però una seconda punta in grado di disimpegnarsi anche da trequartista-esterno d'attacco, partendo in particolare da destra per sfruttare il suo potente sinistro. Inoltre, il brasiliano ha una dote che manca da anni nella rosa dell'Inter, ovvero un giocatore abile nel dribbling. Nella classifica della Serie A di questo fondamentale, dietro i primatisti Atta e Saelemaekers a quota 29, ci sono Nico Paz a 21 e proprio Giovane a 17 (il primo nerazzurro è Barella a 8). Il brasiliano, quindi, potrebbe essere il perfetto tassello mancante da inserire in organico, soprattutto se Valentin Carboni - pure lui ideale trequartista di destra nel 3-4-2-1 e attualmente in prestito al Genoa -, dovesse aver bisogno di almeno un'altra stagione per riprendersi dopo quella scorsa persa per il grave infortunio al ginocchio e fare il definito step in avanti per diventare un giocatore da Inter. Probabilmente pure Giovane oggi ancora non è pronto, ma il brasiliano sta bruciando le tappe.

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