© LAPRESSEMILANO - Pur nella sconfitta, il derby ha mostrato una delle migliori Inter di stagione. Rispetto a Roma (dove ha vinto, però soffrendo troppo nel secondo tempo), Torino e Napoli, la squadra di Cristian Chivu ha subito pochissimo, prendendo gol per il pastrocchio di Sommer con la complicità di Calhanoglu e Akanji. In questi casi è difficile imputare colpe a chi allena la squadra e Chivu, nel tentativo di riprendere il derby, ha mostrato di avere coraggio e personalità: ha tolto a metà secondo tempo capitan Lautaro per inserire Bonny, poi (nel finale) è passato a quattro grazie all’innesto di Diouf per Acerbi e ha completato l’artiglieria mettendo pure Pio Esposito per Barella. Scelte che dimostrano ancora una volta come per Chivu non ci siano né intoccabili tanto meno gerarchie precostituite. In più l’allenatore ha corretto il difetto più vistoso mostrato dall’Inter nella sconfitta al Maradona: quella sera, una volta andata in svantaggio, la squadra aveva perso equilibrio, distanza tra i reparti e prestato il fianco alle ripartenze del Napoli. Domenica sera invece l’Inter, quando è andata sotto, non ha mai prestato il fianco alla 4X100 rossonera tanto che, alla fine, Allegri ha preferito arroccarsi per difendere l’1-0 piuttosto che cercare di andare a trovare il gol della sicurezza. Sottolineata la crescita, evidente, dell’Inter rispetto alle partitissime giocate fin qui, resta un dato incontrovertibile legato alle difficoltà di fare risultato nei big match.
Tutto il cammino dei nerazzurri in Europa
Il campionato si può vincere anche battendo tutte le piccole - difatti nonostante i 4 ko in 12 giornate l’Inter è ancora in gruppo - ma il trend va assolutamente invertito. Tra l’altro, complice un calendario straordinariamente asimmetrico in Europa, l’Inter deve ancora affrontare una big in Champions. E per questo motivo la gara al Metropolitano di domani sera suona come un fondamentale esame sia per la squadra sia per la proposta di gioco di Chivu che, rispetto a Inzaghi, predilige una difesa più alta e verticalizzazioni anziché un giro-palla insistito. In Europa l’Inter le ha vinte tutte ma non è un peccato sottolineare come sarebbe stata una notizia se non fosse stato così. Ora l’asticella si alza e, con essa, il confronto con quanto fatto dall’ultima Inter inzaghiana che nel girone eliminatorio aveva pareggiato a Manchester con il City (0-0), battuto Arsenal e Lipsia (entrambe 1-0) e perso soltanto a Leverkusen (sempre per 1-0) contro le quattro avversarie più difficili che proponeva il menù della “league phase”. Dopo Madrid, l’Inter incontrerà Liverpool e Arsenal a San Siro per chiudere a Dortmund contro il Borussia, quattro maxisfide in cui andrà testata la tenuta della squadra nerazzurra anche in Champions.
Le probabili scelte di Chivu
Domani sera, a meno di sorpresissime, Chivu a destra confermerà Carlos Augusto. Nonostante le difficoltà date dal fatto di giocare “a piede invertito” il brasiliano non è per niente dispiaciuto all’allenatore che, in una gara dove ci sarà da soffrire, potrà contare sulla sua solidità nella fase difensiva. Il fatto che Dumfries tornerà solo a metà dicembre rappresenta però un problemone per Chivu: a destra infatti restano nel mazzo Luis Henrique (che ha mostrato evidenti difficoltà nel sintonizzarsi con la nuova realtà) e Darmian, ancora lungodegente e comunque avviato verso i 36 (taglierà il traguardo il 2 dicembre). Non a caso Ausilio e Baccin hanno iniziato a scandagliare il mercato proprio per cercare un esterno a destra: lì a gennaio qualcosa va fatto.
