Il futuro di Hakan Calhanoglu sarà uno degli argomenti che infiammeranno le ultime settimane di stagione dell’Inter, probabilmente l’intero mese di giugno, almeno finché la Turchia sarà in corsa al Mondiale 2026 che la vedrà impegnata - beati loro… - con Australia, Paraguay e i padroni di casa degli Stati Uniti (fra il 13 e il 25 giugno). Il centrocampista turco è senza dubbio uno degli aghi della bilancia dell’Inter. Lo ha confermato contro la Roma, al di là dell’eurogol che ha spianato la strada al successo della squadra di Chivu, lo hanno dimostrato le partite - sempre di più, nelle ultime due annate - in cui il regista non era in campo. Perché l’Inter con Calhanoglu al centro del ring è una macchina semi-perfetta nei suoi meccanismi di gioco, grazie ai movimenti del turco, abilissimo ad abbassarsi sulla linea dei difensori per impostare, schiacciarsi davanti a loro per dare la giusta copertura, accelerare o rallentare il ritmo della manovra, sventagliare da una fascia all’altra o per la capacità di verticalizzare.
Inter, rinnovo o partenza per Calhanoglu?
Quando Calhanoglu manca, mancano alcune di queste caratteristiche: alla fine Chivu ha trovato in Zielinski un’alternativa valida - a differenza di Inzaghi che non diede spazio al polacco insistendo col timido Asllani -, ma la differenza fra l’ex Milan e l’ex Napoli in quella mattonella del campo, rimane evidente. Scritto ciò, ci sono dei fattori che entrano in gioco e che il club nerazzurro, insieme a Chivu e allo stesso Calhanoglu, affiancato dal suo agente Gordon Stipic, dovranno presto mettere sul tavolo e definire. Il 20 nerazzurro, infatti, è in scadenza nel giugno 2027. Come anticipato, dalla scorsa stagione il suo fisico - superati i 30 anni - ha iniziato a manifestare i primi scricchiolii.
Cinque infortuni muscolari nel ’24-25, tre e mezzo in questa annata. Dodici mesi fa il suo rendimento era oggettivamente calato rispetto a quello eccezionale del ’23-24, tant’è che i rumors sul suo addio nell’estate 2025 furono tanti, col Galatasaray e i media turchi in fortissimo pressing. Voci che crearono anche dei fraintendimenti nello spogliatoio, con lo sfogo di Lautaro alla fine del Mondiale per club, le parole di Marotta (proprio su Calhanoglu) e la successiva pace fra capitano e regista a chiudere quel capitolo. Ma che Calhanoglu voglia chiudere la carriera in patria non è un mistero, così come tornerà forte la pressione del Galatasaray.
