È a San Siro la festa. Dove, a quasi 37 anni dal 2-1 sul Napoli di Maradona (28 maggio 1989) che diede il campionato alla squadra dei record allenata da Giovanni Trapattoni, l’Inter può vincere uno scudetto a casa sua. Vero è che l’ultimo arrivò sempre al Meazza, ma quel derby l’Inter inzaghiana lo giocava formalmente in trasferta, invece stasera 75mila cuori nerazzurri sono pronti ad accendersi al fischio finale dell’arbitro Bonacina. Non servirà un’impresa, tanto meno una vittoria, ma un piccolo punticino contro un Parma già salvo: poco più che una formalità. Questo grazie al pareggio del Napoli a Como: il Milan, anche vincendo nel pomeriggio a Reggio Emilia sul Sassuolo (comunque mica facile), al massimo raggiungerebbe la squadra di Conte a -9 dalla capolista. Quanto basta - come già sottolineato - per non rendere una passerella il match di stasera, quello che un po’ tutti in casa Inter si auguravano dopo il pareggio di una settimana fa al Grande Torino. Per evitare il rischio che la serata possa trasformarsi in beffa, Cristian Chivu metterà in campo tutti i titolarissimi, fatta eccezione per l’infortunato Calhanoglu e per capitan Lautaro che farà un rientro soft, ripartendo dalla panchina: l’obiettivo infatti è quello di riaverlo al top per la finale di Coppa Italia contro la Lazio (13 maggio) quando l’Inter punta a una doppietta riuscita, sul campo, soltanto a Mourinho nella stagione del Triplete.
Thuram sempre a segno contro il Parma
In tal senso fondamentale sarà chiudere la pratica scudetto già stasera anche perché prevedibilmente Chivu farà un turnover totale sabato prossimo quando in calendario, per uno scherzo del destino, ci sarà l’antipasto della finale, sempre all’Olimpico e contro la Lazio. In attacco, toccherà a Pio affiancare Marcus Thuram per cui le partite con il Parma hanno sempre un significato speciale, considerato che proprio lì Tikus è nato e ha passato i primi anni di vita nella villa di viale Solferino distante un paio di chilometri dallo stadio Ennio Tardini, là dove giocava papà Lilian (atteso stasera in tribuna). Un derby del cuore che Thuram junior ha sempre onorato entrando nel tabellino alla voce marcatori. Nei tre precedenti dopo il ritorno del Parma in Serie A, Tikus ha infatti regolarmente fatto gol: con Inzaghi allenatore nel 3-1 a San Siro di un campionato fa e quindi nel match di ritorno, chiuso 2-2, quando sulla panchina gialloblù c’era proprio Chivu. A completare il tris la rete segnata all’ottavo minuto di recupero (!) nella gara di andata, vinta 2-0 dai nerazzurri.
L'epifania di Thuram
L’epifania di Thuram è stata anche la miglior notizia del finale di stagione per l’Inter. Dopo una lunga eclissi il francese è tornato a segnare con la Roma (guarda caso con il rientro di Lautaro) e poi, una volta sbloccatosi, anche senza il totem argentino al suo fianco, ha continuato sulla strada tracciata, mettendo in fila altre quattro reti tra Como (doppietta), Cagliari e Torino. Dovesse proseguire il filotto stasera contro il Parma, il gol entrerebbenel libro d’oro del club perché consegnerebbe il 21° scudetto all’Inter davanti a un San Siro tutto nerazzurro. L’ultimo a riuscirci, dopo il botta e risposta firmato da Careca e dall’autorete di Fusi, fu Lothar Matthäus su punizione in quel caldo giorno di maggio del 1989: solo a ricordarlo, vengono i brividi.
