Sulla terrazza francese del Maybourne Riviera di Roquebrune di Cap Martin la band ingaggiata da Federico Pastorello per i trent’anni di attività della P&P Sport Management si stava esibendo con carica contagiosa in “Maniac” di Michael Sembello, celebre canzone e colonna sonora di Flashdance. Nello stesso momento Alessia Marcuzzi si complimentava con le amiche del proprio tavolo per l’esecuzione del brano, mentre poco più in là il procuratore Edoardo Crnjar “marcava” quasi a uomo il presidente del Torino Urbano Cairo. Le pietanze principali erano già state servite, mancava solo il dolce. Una leggera brezza serale allietava gli ospiti presenti. E la luna illuminava uno splendido panorama a strapiombo per un’istantanea che rimarcava la bellezza del mare notturno e il fascino di una Montecarlo così vicina, ma allo stesso tempo anche così lontana.
Lukaku-Ausilio: un rapporto incrinato in ripresa
Nel frattempo, defilati sulla sinistra del palco, non lontani dai tavoli principali, ma comunque abbastanza distanzi per poter chiacchiere in santa pace, ecco la pace tra Piero Ausilio e Romelu Lukaku. Il primo passo l’ha fatto il belga, chiedendo al direttore sportivo dell’Inter se potesse avvicinarsi, ma soprattutto se potessero finalmente chiarire quanto avvenuto tre anni e mezzo prima, quando Big Rom, dopo essere tornato in prestito in nerazzurro, non rispose più alle telefonate dei dirigenti del club di Viale della Liberazione, nonostante si stesse trattando proprio col Chelsea l’acquisto, il secondo in via definitiva dopo quello degli anni precedenti dal Manchester United, del centravanti nato ad Anversa. Da lì la rottura con Ausilio, che spazientito dal presunto flirt di Romelu con Milan e Juventus (poi firmò per la Roma) chiuse di fatto ogni rapporto.
