© LaPresseTORINO - Sarà anche l'estate dei Pjanic, dei Dani Alves e soprattutto degli Higuain, in gol al primo pallone sporco toccato allo Juventus Stadium. Ma molti dei trionfi dei campioni d'Italia, tanto in chiave scudetto quanto in Champions, passeranno anche dall'impeforabilità della difesa (ieri di nuovo beffata su palla inattiva come nelle amichevoli estive) e soprattutto dalla gestione di Sami Khedira. Obiettivi che Massimiliano Allegri, grande perfezionista, ha chiarissimi. L'importanza di Khedira si è avvertita una volta di più ieri sera contro la Fiorentina.
I gol di Pogba Con il centrocampo ancora in fase di rodaggio, Allegri è voluto andare sul sicuro. Ragionamento chiaro: meglio un Khedira a medio regime (è uscito nel finale) che qualsiasi altro. Piano che ha funzionato alla perfezione. Piano che può portare la Juventus lontano tanto in Italia quanto in Europa. Il tedesco ha sbloccato la partita contro la Fiorentina poco prima del 40’, ma già dopo pochi minuti di gioco aveva avuto sul destro la palla dell'1-0. Conclusione di poco alta, un errore di mira raro per un giocatore glaciale del suo spessore. Al Bernabeu si era costruito l'etichetta di schermo difensivo - Mourinho lo utilizzava come diligente buttafuori -, ma alla Juventus, già nella passata stagione, ha ritrovato il senso del gol degli anni di Stoccarda. Uno anno fa ha chiuso a quota 5, un bel bottino in rapporto alle presenze. Giocando con maggiore continuità potrebbe compensare parte del numero di reti che i campioni d'Italia hanno perso con il trasferimento di Pogba al Manchester United. L'inizio del tedesco è stato molto più che promettente a livello di inserimenti. Un gol sfiorato, un timbro da manuale della mezzala in fase offensiva e lo zampino nel 2-1 di Higuain.
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