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Marotta: «Juve vincente e italiana. Caldara e Gagliardini ci piacciono»
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Marotta: «Juve vincente e italiana. Caldara e Gagliardini ci piacciono»

L'ad: «Witsel è un'opportunità, ma valuteremo comunque quali alternative può proporci il mercato di gennaio»  twitta

lunedì 19 dicembre 2016

ROMA - Mattia Caldara e Roberto Gagliardini, entrambi 22enni gioielli dell'Atalanta, "sono giovani molto interessanti, seguiti da diversi club importanti, anche stranieri". Beppe Marotta, amministratore delegato della Juventus, ospite di 'Radio anch'io Sport', ha in qualche modo confermato l'interessamento della società, ricordando che "il primo obiettivo della Juventus è monitorare e poi eventualmente reclutare i giovani italiani migliori. Avere tra i nostri tesserati tanti italiani è una delle nostre componenti vincenti, perché capiscono cosa significa indossare questa maglia". La sessione estiva del calciomercato "ci ha dato soddisfazioni - ha ammesso il dirigente - nonostante la partenza di Pogba". Bisognava comunque "mantenere alto il livello qualitativo", obiettivo centrato con giocatori come Higuain, Rugani, Benatia.

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A GENNAIO - Quanto a Pjanic "sta avendo delle difficoltà di inserimento ma questo è logico quando si cambia ambiente. Piano piano sta assimilando le nuove situazioni. Noi siamo pazienti e lo aspettiamo perché conosciamo il suo valore". La sessione invernale si avvicina e Marotta ha parlato di due obiettivi importanti come Alex Witsel e Rodrigo Betancur: "Su queste trattative stiamo lavorando. Su Betancur (talento uruguaiano classe 1997, ndr) abbiamo un diritto di prelazione che scade ad aprile 2017, abbiamo già comunicato al Boca Juniors che siamo intenzionati a rispettarlo, ma per l'anno prossimo. Witsel è un'opportunità, visto che il suo contratto con lo Zenit scade nel giugno 2017. Ci sono stati contatti con il club russo per vedere se potevamo anticipare questa acquisizione, ma valuteremo comunque quali alternative può proporci il mercato di gennaio".

IL SESTO SCUDETTO - Un "modello societario di riferimento, composto da ottime competenze, con un presidente come Andrea Agnelli che rappresenta con molta evidenza la proprietà, pur avendo saputo dare le giuste autonomie ai propri dirigenti". Così Beppe Marotta ha delineato l'ossatura della società che - dopo il successo di sabato sulla Roma - ha portato a 7 i punti di vantaggio sulla seconda, proiettandosi verso quello che sarebbe il sesto scudetto consecutivo. "Quando si arriva alla Juventus si capisce subito qual'è la sua forza. Io sono approdato a Torino dopo 30 anni in altri club. Qui respiri un'aria di grandi ambizioni e voglia di vincere. Che facilita nel raggiungimento degli obiettivi". Il sesto scudetto consecutivo "sarebbe leggendario, unico, è un obiettivo che stimola ancor più impegno, sarebbe una pagina incancellabile nella storia del calcio italiano. Ci sono tutti i presupposti per farne una realtà, speriamo di centralo". 

LA CHAMPIONS - Motivo in più per vedere la Champions League salire al primo posto nella classifica degli obiettivi stagionali della Juventus. Eppure mancare la finale (o almeno la semifinale) "non dovrebbe essere sentita come una delusione - ha assicurato Beppe Marotta - perché in questo ciclo di presidenza con Andrea Agnelli siamo sempre stati competitivi, salendo nelle primissimi posizioni del ranking Uefa. Certamente, è un traguardo stimolante che società e tifosi desiderano raggiungere, ma ci sono anche gli avversari. E soprattutto, mentre in campionato i valori assoluti emergono e vince la squadra più forte, nella Champions ci sono delle componenti di imprevedibilità - come un sorteggio che ti penalizza, arrivare a quella partita con giocatori infortunati, addirittura condizioni climatiche avverse - tali da condizionare le prestazioni". Ciò non toglie che, "fatta qualche eccezione", tra le prime arrivano comunque le squadre "che hanno ranking o fatturato migliori".

IL MONDIALE A 48 SQUADRE - Marotta ha parlato anche del progetto di un Mondiale a 48 squadre, caldeggiato dalla Fifa, contro il quale si è schierata l'European Club Association (ECA). Il calcio moderno è cambiato, ha premesso, "si è velocizzato, gli scontri con gli avversari sono più frequenti e violenti", ma sono aumentati pure i traumi non direttamente collegabili a contatti. "Ci sono giocatori delle nazionali come Gigi Buffon, che giocano fino a 60 partite stagionali - ha sottolineato il dirigente - Capiamo che il calcio, da fenomeno puramente sportivo, ha ormai assunto un'importante componente legata al business". Motivo per il quale "i club devono gestire una stagione con costi elevati e rose molto ampie. Così si organizzano tournee per incrementare la notorietà del brand ed i ricavi. La concentrazione di avvenimenti importanti parte fin dal primo giorno di ritiro". Ecco perché "per salvaguardare l'integrità dei calciatori, bisogna ridurre il numero delle partite, aumentando la qualità del gioco".

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