© LaPresseTORINO - Minuto 57 della sfida contro il Crotone: è qui che inizia la seconda vita in bianconero di Mattia De Sciglio. Un infortunio a Lichtsteiner apre le porte al difensore ex Milan che, da quel momento, non lascia più il campo, concedendosi anche il primo gol da professionista proprio contro il club calabrese e poi affrontando il filotto di big match contro Napoli, Olympiacos e Inter. Ci ha messo un po’ di tempo a carburare, ma adesso Mattia è in grado di “spostare gli equilibri”, tormentone tanto caro a chi ha compiuto il percorso opposto al suo sulla Milano-Torino. C’è voluta la cura di Massimiliano Allegri, suo allenatore a inizio carriera nel Milan, dove tra l’altro ha condiviso dieci anni di militanza nelle giovanili con Simone Verdi, amico e rivale oggi pomeriggio a Bologna, per risvegliare Mattia dal torpore in cui era finito.
ANDARE AL MAX - Proprio nell’ultimo periodo rossonero De Sciglio aveva perso la sicurezza nei propri mezzi rischiando anche di interrompere un percorso di crescita che lo aveva visto, giovanissimo, bruciare le tappe, consacrato da chi gli aveva pronosticato un futuro come miglior terzino d’Europa. Allegri, che lo ha fatto esordire in serie A quando sedeva sulla panchina rossonera, lo ha rivoluto nella sua Juventus pluriscudettata, consapevole che il ragazzo possiede stoffa per sfondare. «Si è un po’ perso - aveva detto il tecnico a inizio stagione -. Ha qualità importanti, deve soltanto trovare di nuovo la condizione per poterle esprimere». Ci ha pensato lui a forgiarlo, a riprogrammarlo affinché Mattia credesse più in se stesso: è una frase che Allegri gli ha ripetuto costantemente, in allenamento come in partita. E alla fine anche De Sciglio si è convinto.
