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Joya Dybala per il riscatto della Juventus a Bologna. CR7 non brilla
© Juventus FC via Getty Images
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Joya Dybala per il riscatto della Juventus a Bologna. CR7 non brilla

La squadra di Allegri soffre per un tempo, poi l'argentino entra e risolve

 Guido Vaciago domenica 24 febbraio 2019
BOLOGNA - Il mostruoso peso dei tre punti di Bologna nella corsa all’ottavo scudetto consecutivo può anche  affondare parte delle critiche per una Juventus tutt’altro che sgargiante e, anzi, a tratti proprio bruttina. Perché gli scudetti si vincono sempre con questi punti di carattere, volontà e determinazione e lo scudetto resta un obiettivo dei bianconeri, concetto da sottolineare nella settimana della mareggiata Champions. Certo, rimangono dubbi,inquietudini, perfino un po’ di sconcerto nell’osservare il primo tempo: la Juventus non cancella Madrid, ma vince e, soprattutto, manda un segnale: è un momento critico, al Wanda Metropolitano non è stato un episodio e Allegri deve lavorare parecchio in vista del 12 marzo, così come la squadra deve ritrovare la sua anima, misteriosamente evaporata e - forse è un buon segnale - solo parzialmente ritrovata nel finale di ieri pomeriggio.
MAL DI TESTA - E’ una Juventus ancora frastornata dal frontale di Madrid. La prima e inquietante impressione è la lentezza: i bianconeri vanno piano con le gambe ma soprattutto con la testa, carichi di tossine Champions. Certo l’assenza di Pjanic, sostituito da un confuso Bentancurt nel cuore del gioco, sgonfia non di poco le gomme della manovra, ma non c’è molto che funzioni nell’inedito, quest’anno, 3-5-2 in cui quando la squadra attacca De Sciglio si stringe con i centrali, mentre Cancelo e Alex Sandro dovrebbero spingere, approfittando di Bernardeschi che da mezzala si fa trequartista. Perché Alex Sandro e Cancelo non spingono e non crossano, lasciando senza rifornimenti Mandzukic e Ronaldo. Le due punte, tra l’altro, non sono brillanti: il croato è solo un filo meglio della sua versione orripilante di Madrid; il portoghese commette errori stupefacenti considerata la sua tecnica. IN tutto ciò Matuidi corre, ma a vuoto, e Perin svirgola troppi rinvii con i piedi. Non un quadro incoraggiante, insomma. E’ vero, davanti c’è un Bologna ben organizzato, aggressivo e caricato da Mihajlovic e dalle circostanze, ma resta una allarmante fotografia di una  Juventus, per oltre un’ora, mogia e tristemente in tono con il grigio spento della maglia.
DECIDE DYBALA - Poi arriva il gol di Dybala, entrato al 57’ al posto dell’insipido Alex Sandro e in gol otto minuti dopo. Si dirà: merito suo ed errore di Allegri a non metterlo dall’inizio. Il che può anche essere vero, ma Dybala segna in occasione del primo cross in mezzo effettuato dalla Juventus, cross che Allegri chiedeva a gran voce dai primi minuti: l’argentino allarga il pallone per Matuidi che da sinistra mette in mezzo cercando Ronaldo, lo anticipa Helander il cui tocco è però fantozziano e libera al tiro, praticamente un rigore in movimento, proprio Dybala che batte bene di sinistro. Il gol scioglie la Juventus e annacqua il morale del Bologna. La Juventus passa a giocare con un 4-4-1-1 con Mandzukic largo e Dybala dietro Ronaldo, dopo un fugace passaggio al 4-3-1-2 dopo l’ingresso di Dybala, ma l’impressione è che non sia una questione di sistema, quanto di scelte offensive: avendo due attaccanti come CR7 e Supermario non produrre cross è criminale, soprattutto se sua Cancelo che Alex Sandro abbiano più libertà nel 3-5-2. Quindi? Dov’è il problema della Juventus? Detto che solo Allegri conosce la verità, si può ipotizzare che sia da risintonizzare le motivazioni e la volontà della squadra per prima cosa, seguendo quanto spesso gli allenatori dicono, ovvero che è sempre la testa a comandare le gambe. Per quanto sia indubbio che si possa trovare una soluzione tattica più efficace per sfruttare Ronaldo e gli altri attaccanti, magari partendo da Bernardeschi, ieri interessante, volitivo e più pimpante degli altri.
ULTIMI BRIVIDI - Nel finale di partita c’è comunque ancora spazio per le emozioni: un palo di Sansone (sanguinoso colpo di tacco di Pjanic che libera il rossoblù, il cui tiro è deviato da Perin poi è ancora eccellente sulla ribattuta) e un contropiede che vede Ronaldo impegnare Skorupski. Il risultato forse non è il più giusto, ma il Bologna ha effettivamente atteso alla fine per creare la prima vera occasione e il cinismo della Juventus non si scopre oggi.

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