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Depressione Madrid, la Juve ci si tuffa
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Depressione Madrid, la Juve ci si tuffa

Lo stop nel Clasico acuisce le tensioni nella capitale spagnola. Marcelo e Isco sono stufi di Solari. E Asensio è un'altra grana

 A. Milone venerdì 1 marzo 2019

Nell’attesa che dal mercato gli arrivino le buone notizie che con ogni probabilità sta attendendo da giorni, mercoledì sera Marcelo ha pensato bene di andare oltre il tonfo del Real Madrid nel Clasico di Copa del Rey dedicandosi al più classico dei “ball-spinning” stile Harlem Globetrotters. Il pallone (da calcio, non da basket, ma la difficoltà resta) che ruota attorno al dito indice della mano destra, lui che sorride perché in fondo, sul prato del Bernabeu, si sta manifestando nient’altro che una sorta di giustizia divina. Il brasiliano che non gioca - figurarsi la sorpresa - e viene confinato in panchina per la nona volta in questa stagione, Isco neppure fra i 18 prescelti per sfidare il Barcellona, Marco Asensio che entra a partita ormai chiusa. Dettagli? Macché. Alla Juventus il primo dei tre reietti piace da impazzire, il secondo altrettanto, per il terzo la strada è apparentemente più sdrucciolevole ma non impossibile da percorrere. E con un’ombra che in casa merengue ha scritto la storia e che, qualora raccogliesse l’eredità di Massimiliano Allegri, rappresenterebbe il primissimo sponsor di un’operazione di mercato da brividi.

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Di Zinedine Zidane si scriverà, ma intanto partiamo dal caos Real, il giorno dopo la disfatta. A Madrid è caccia aperta al colpevole, perché la vittoria ha tanti padri mentre la sconfitta è orfana. Ma c’è anche chi ha le idee chiare. Come Jorge Valdano, un santone al Bernabeu (giocatore, allenatore, dg), che punta il dito verso la cupola: «Cristiano Ronaldo non c’è più e bisogna ricordarlo quando succedono cose di questo genere. È stato un errore il fatto di non aver ingaggiato un calciatore con caratteristiche quantomeno simili alle sue, considerato che è impossibile sostituirlo in tutto. Bisognava prendere un giocatore che ti aiuti a risolvere i problemi negli ultimi metri, quelli che stanno assillando il Real». E l’ex futbolista argentino non è l’unico a pensarla in questo modo. 

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