Pjanic, cauto ottimismo. Atalanta? Miralem ci spera

A causa del fastidio all’adduttore accusato contro l’Italia, salterà la sfida in Liechtenstein: atteso a Torino in giornata. Ma i primi esami non allarmano e le sensazioni confortano: oggi nuovi accertamenti

© Getty Images

TORINO - «Miralem Pjanic è uscito al minuto 77 della sfida valida per le qualificazioni al campionato Europeo persa per 3-0 contro l’Italia a causa di un problema all’adduttore e salterà il prossimo incontro».

Recita così il comunicato diramato ieri dalla federazione calcio bosniaca tramite i canali social ufficiali. Essenziale. Breve riassunto della puntata precedente e annuncio: il centrocampista sarà esentato dalla trasferta in Liechtenstein, altra partita valevole per le qualificazioni europee. Per capire se sarà esentato anche dalla trasferta a Bergamo (sabato in maglia bianconera) e da quali eventuali altri impegni, occorrerà invece attendere ancora qualche ora. Anche se il grado di ottimismo, in casa Juventus, è abbastanza alto. Oggi il giocatore farà rientro a Torino e si sottoporrà a nuovi accertamenti strumentali insieme con lo staff bianconero (che comunque già ieri era in contatto con quello bosniaco): sarà poi possibile per i dottori sbilanciarsi in maniera più netta e precisa. Verosimilmente, attutendo e smorzando le ansie iniziali.

Pjanic si ferma: infortunio in Bosnia-Italia
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Le sensazioni del giocatore sono preziose

PRIMA IMPRESSIONE - Già perché Pjanic, appunto, nella ripresa della sfida contro gli azzurri - dopo essersi accasciato a terra ed esser stato assistito dai medici dello staff della Nazionale - aveva lasciato il campo zoppicando e toccandosi la coscia, l’adduttore destro. Quello stesso muscolo - cioè - che da qualche settimana ormai lo fa tribolare a intermittenza e gli ha fatto anche saltare qualche allenamento e una partita. Lo spettro “recidiva/ ricaduta”- con tutto quello che comporta in termini di tempi di recupero prolungati - ha subito fatto capolino, configurandosi quale ipotesi peggiore. Ma di buono c’è che proprio l’esser reduce da un periodo di alti e bassi con quell’adduttore può aver consentito al bosniaco di gestire la situazione con la dovuta lucidità e prontezza, come lui stesso ha voluto sottolineare già a caldo, subito dopo il triplice fischio. «Ho avuto fastidi con l’adduttore negli ultimi tempi e spero di essere uscito in tempo per prevenire un ulteriore problema. Ho sentito dolore, ma spero che non sia nulla di grave».

Uno degli aspetti che dà maggior conforto all’ambiente juventino è legato proprio all’esperienza di Pjanic, alla sua abilità nel saper “ascoltare” e capire il suo corpo. Le sensazioni del giocatore, in questi casi, sono preziose.

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