Juve, adesso è tutto un altro Cristiano Ronaldo

Dimenticate le critiche, fa di nuovo la differenza. Il portoghese è andato a segno in 4 partite consecutive: mai successo in bianconero. Benatia svela: «Quando voleva farmi allenare alle 11 di notte dopo una trasferta»
Juve, adesso è tutto un altro Cristiano Ronaldo© Marco Canoniero

TORINO - A fine novembre ne avevano già celebrato il funerale. Quello sportivo, ovviamente. Mancava solo l’epitaffio più adatto per raccontare la carriera di un Cristiano Ronaldo che non riceveva più premi, che non sapeva più segnare, che non riusciva più a dribblare, che veniva sostituito. Uno di cui si interpretavano movenze e labiali per dire che con Maurizio Sarri non c’era intesa, che con la Juventus non c’era feeling, che in Italia non c’era futuro, nonostante un contratto fino al 2023. Sul campo il portoghese ci metteva anche del suo, senza riuscire a essere decisivo sottoporta e nell’arco di una partita, come invece sua abitudine.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Ronaldo, in gol per quattro partite di fila

Ma, dal 1° dicembre, qualcosa è cambiato. CR7 ha saputo ripartire con il carattere nel periodo più complicato: in gol (su rigore) con il Sassuolo, in gol con la Lazio, in gol con il Leverkusen, in gol con l’Udinese (doppietta). Quattro reti in quattro partite di fila, come mai gli era successo nell’esperienza bianconera. Gol ma anche prestazioni, in cui la velocità di pensiero e di esecuzione sono tornate a fare la differenza, con la capacità di saper calciare in posizione complicata (vedi Udinese), di farsi trovare al posto giusto al momento giusto (vedi Leverkusen), di accendere la miccia per poi deflagrare in area (vedi Lazio, il dialogo con Rodrigo Bentancur).

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TORINO - A fine novembre ne avevano già celebrato il funerale. Quello sportivo, ovviamente. Mancava solo l’epitaffio più adatto per raccontare la carriera di un Cristiano Ronaldo che non riceveva più premi, che non sapeva più segnare, che non riusciva più a dribblare, che veniva sostituito. Uno di cui si interpretavano movenze e labiali per dire che con Maurizio Sarri non c’era intesa, che con la Juventus non c’era feeling, che in Italia non c’era futuro, nonostante un contratto fino al 2023. Sul campo il portoghese ci metteva anche del suo, senza riuscire a essere decisivo sottoporta e nell’arco di una partita, come invece sua abitudine.

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