Fare i conti con il coronavirus: ecco lo scenario Juve

Banca Imi stima il futuro del bilancio, anche con la variabile del Covid19: possibile un disavanzo di 52 milioni

© Marco Canoniero

TORINO - Gli analisti di Banca Imi hanno cercato di elaborare una previsione. Nulla di definitivo, anzi, si tratta di una stima sul futuro prossimo. Un numero su tutti: 150. Come i milioni, centesimo di euro in più o in meno, che la Juventus dovrebbe far segnare alla voce plusvalenze il 30 giugno. Secondo quanto si legge nel report pubblicato ieri dalla banca d’investimenti del gruppo Intesa Sanpaolo sul titolo bianconero, la Juventus chiuderebbe l’esercizio 2019-20 con un risultato di 150 milioni di euro alla voce «gestione calciatori», che comprende anche i premi riservati ai giocatori ceduti e i ricavi dai prestiti. Un ammontare che non si discosterebbe da numeri già toccati in precedenza, come i 157,2 milioni di plusvalenze fatti segnare in coda all’esercizio 2018-19.

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La cifra è presto spiegata: nell’arco del primo semestre dell’esercizio in corso la società ha messo 85,44 milioni a bilancio grazie alle plusvalenze (61,94 milioni per la sessione estiva e 23,5 per quella invernale) e secondo Banca Imi altri 65 dovrebbero essere contabilizzati entro il 30 giugno. Gli analisti ritengono che l’esercizio si possa chiudere con un passivo di 52,3 milioni di euro, principalmente legati ai costi di gestione, compresi gli ingaggi dei giocatori. In questo caso sarebbe il terzo esercizio di fila in rosso per la società bianconera, che nel 2017- 18 aveva fatto registrare una perdita netta di 19,3 milioni di euro, mentre nel giugno 2019 il passivo era stato di 39,9 milioni.

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Numeri ipotetici, va da sé. Perché l’emergenza coronavirus è una variabile estremamente rilevante e siccome gli scenari sono tutt’altro che sicuri tratteggiare una prospettiva univoca è impossibile. Banca Imi, per dire, ha stimato un impatto negativo intorno ai 110 milioni di euro sui ricavi della Juventus per l’annata in corso che potrebbe non concludersi. Un contesto potenziale, appunto, non garantito. Nel caso in cui la stagione non finisca, la mancata disputa delle partite comporterebbe minori introiti per qualsiasi club.

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Nello specifico la Juventus rischierebbe di far segnare una riduzione dei ricavi alla voce «diritti televisivi» intorno ai 45 milioni di euro, considerando che mancano 12 incontri al termine del campionato, due in Coppa Italia (nell’ipotesi più ottimistica), 6 al massimo in Champions. Quanto ai ricavi da botteghino, Banca Imi stima 25 milioni di mancati introiti, mentre gli sponsor garantirebbero circa 40 milioni in meno perché senza partite avrebbero meno visibilità. Totale: 110 milioni, come si accennava. Anche le spese sarebbero però abbattute se la stagione fosse già terminata: intorno ai 20 milioni in meno, ad esempio, per ciò che riguarda logistica, manutenzione dell’Allianz Stadium, gestione dei negozi ufficiali e voci consimili, senza contare l’opportunità di ridiscutere gli accordi in vigore con i singoli giocatori.

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